La nonna era invecchiata assai, bianca, deperita, s'incurvava sempre più sotto il peso degli anni, le scemavano le forze.

Maria, la sua brava allieva, faceva tutto da [pg!188] vera padrona di casa. Papà Gervasio vedendo che sua madre non era più in caso di sostenere la fatica, non voleva essere assistito che dalla nipote, era la sua cara suora di carità, e gli faceva anche da segretario, da cuoca, e da cassiera. Ed essa dalla mattina per tempo fino a notte inoltrata, saliva e scendeva rapidamente le scale, sempre d'ottimo umore e di buona volontà. Col suo mazzo di chiavi appeso alla cintura del grembiale bianco di bucato, correva qua e là, a somministrare l'occorrente a tutti, a dare gli ordini, ad eseguire colle sue mani le cose più delicate; il brodo ristretto pel povero ammalato, le minestrine leggiere per la nonna.

Tutti la invocavano da ogni parte, chi domandava la panna per fare il butirro, chi voleva la crusca per le mucche, chi l'avena pel cavallo. Un affittuale veniva a fare un pagamento, un altro a domandare una sovvenzione, essa riceveva, pagava, notava, dava delle disposizioni opportune, e dei buoni consigli.

Gli ammalati mandavano a chiedere un decotto, i poveri la supplicavano d'un soccorso, ed essa soddisfaceva tutti con bontà, e aveva sempre in saccoccia un crostino per Falcone, un pezzetto di zucchero per Argo, qualche seme di popone [pg!189] pei canarini. Uomini e bestie tutti le volevano bene.

La nonna e Silvio in fianco al letto del malato gli facevano compagnia, e il giovinotto osservava attentamente le delicate attenzioni di Maria per suo padre, il quale lodava la nipote per tutte le sue buone qualità.

—Se tu sapessi come è buona, la mia Maria, gli diceva il padre, come è brava, previdente, solerte, peccato che non abbia avuto una bella educazione.... la poveretta sa appena leggere e scrivere, e fare un conto, ma non ha più un minuto di tempo per coltivarsi....

—Ne sa più di quanto basta per diventare un'ottima madre di famiglia, brontolava la nonna, e per rendere felice l'uomo che sarà suo marito.

Osservandola minutamente, nei momenti che essa non poteva vederlo, Silvio si persuadeva che Maria era belloccia, buona, intelligente, operosa, ma non poteva dissimularsi che era incompleta, le mancava l'istruzione indispensabile a chi deve vivere in società, e quell'arte elegante che insegna alla donna a far valere i suoi pregi, o a nascondere e sostituire le sue mancanze, mercè gli indumenti esterni, e le cure speciali della persona. Una bella statua mal vestita fa più triste figura d'una marionetta uscita dalle mani esperte [pg!190] d'una modista eccellente; e qualche volta una prima impressione è decisiva per l'esistenza.

È vero che quando ad un rapido sguardo succede un esame più coscienzioso, si finisce a discernere le apparenze dalla realtà, e il commercio della vita scopre tutti i segreti, e rivela tanto i vizii dissimulati che i pregi nascosti fra i quali primeggiano quelli dell'anima. E infatti era impossibile di vivere lungamente accanto a Maria senza volerle bene, e senza trovarla bella, perchè la bontà s'irradia sul volto e lo abbellisce meglio dell'arte più raffinata.

Gli occhi ridenti e soavi di Maria penetravano insensibilmente nel cuore di Silvio già predisposto da quella simpatia che era nata nella intimità degli anni giovanili, e che si ridestava nelle abitudini della convivenza. Ma forse quell'affezione nascente si sarebbe assopita, o trasformata in amicizia, senza il soffio dell'invidia che nell'animo acceso del cugino, produceva l'effetto del mantice davanti il fuoco. Gli faceva rabbia quel sornione d'Andrea che continuava ad aspirare copertamente all'amore di Maria, dissimulando quanto poteva le sue tendenze, perchè sentiva di non essere corrisposto nè inteso, e non voleva accrescere le difficoltà dell'impresa, nè comprometterne il risultato, con intempestive dichiarazioni [pg!191] che lo esponessero ad essere allontanato dalla famiglia. Ma Silvio, memore del passato, e d'indole perspicace, non ebbe bisogno che d'una occhiata per accorgersi che l'amico di casa perseverava pazientemente nelle sue idee, le dissimulava con prudente astuzia, aspettando il momento opportuno per farsi avanti, con qualche probabilità di successo.