E poi dove trovare una moglie che corrisponda a tutti gl'ideali del marito, che appaghi tutti i suoi desideri, che contenti tutti i bisogni della vita? Che sia amabile e brava in casa, che sia gentile ed onesta con tutti? E se non ha questi pregi, quali saranno le conseguenze di ciò che le manca?

«Ne conosco tante delle ragazze, pensava Silvio, e quasi tutte belle, ma vedendole più volte, e studiandole con attenzione e perspicacia, vi si scopre sovente qualche difetto, invano dissimulato da false apparenze. Donnine appariscenti, ma senza profumo, come i fiori falsi del loro cappellino, cervellini vani e leggieri come le penne di struzzo, anime misteriose e furbette da far paura ai più intrepidi. Non ne ho trovate che due sole che mi attraggano con eguale prestigio, ma anche queste non sono perfette; a quale delle due devo dare la preferenza?—a Metilde o a Maria?... [pg!203]

«Metilde mi rappresenta la grazia e la coltura, è la più bella bionda di Venezia, e la ragazza più intelligente e più colta che possa soddisfare il giusto orgoglio d'un marito. Essa mi inebbria come un vino spumante, i suoi occhi, la sua voce sono affascinanti, quando mi parla o si mette al pianoforte, mi rapisce in estasi, mi fa echeggiare nell'anima le più soavi melodie, io ho bisogno di tutta la forza della mia volontà per frenare quell'entusiasmo che mi spingerebbe a stringerla fra le braccia, e a coprirla di baci, e resto muto e immobile come un imbecille. Ma questo gioiello della società veneziana non acconsentirebbe mai di venirsi a nascondere ne' miei boschi, segregata dal mondo che la ammira, sacrificando la sua esistenza per un bellimbusto della mia specie, contentandosi della mia capanna e del mio cuore, nella solitudine del deserto domestico, come una monachella in un chiostro. Nemmeno per sogno!...

«Maria è una bella figlia della natura; è un'anima sana in un corpo solido e scultorio. È donna positiva, senza ideali, ma utile e buona, come un'amandorla dolce dalla ruvida scorza. Ma santo Dio! che pettinature! che vestiti! che stivalini!... È un angelo in veste da camera!... Ma che sciocchezze! un parrucchiere, una sarta e un calzolaio [pg!204] dei migliori ne farebbero prontamente un'altra donna.... e che donna!...»

E divagava tutto il giorno con simili pensieri, senza decidersi a nulla, senza saper sciogliere il più arduo problema della sua vita:—Metilde o Maria?...

Papà Gervasio ristabilito in salute andò a trovarlo coi soliti doni. Silvio molto occupato nelle sue corrispondenze ai giornali non potè accompagnarlo in casa Ruggeri. Il babbo ci andò solo, depose un involto in anticamera, e si fece annunziare alle padrone nel salotto. La signora Emilia, tutta a svolazzi, scuotendo i cincinnoli della fronte, e dimenando i fianchi, con matronale dignità, gli andò incontro per presentargli le più gentili felicitazioni per la ricuperata salute. Metilde sorridente seguì la madre, e gli strinse cordialmente la mano. Finiti i soliti complimenti lo invitarono a sedere.

—Le prego di concedermi un momento, disse Gervasio, sederò dopo, prima di tutto ho una presentazione da fare.... il migliore dei miei figli!...

—Silvio! esclamò Metilde.

—Ma come? interruppe la signora Emilia, avete un altro figliuolo?...

Papà Gervasio non le rispose, ma con un rapido [pg!205] sgambetto sguisciò in anticamera, e un momento dopo ricomparve, ripetendo: