—Vi presento il migliore dei miei figli!... era un enorme melone che teneva orgogliosamente fra le braccia, facendolo girare in modo che lo si vedesse da ogni parte.

Risero di cuore della presentazione, lodarono ripetutamente la sua bellezza ed il profumo di quel portento, ed ascoltarono sorridendo una breve dissertazione sulla coltura dei cucurbitacei.

—È singolare, osservava la signora Emilia, la grandezza di tutti i vostri prodotti!

—Effetto dell'educazione, cara signora.

—Ma voi trasformate le vostre terre nel paese della cuccagna!

—Vengano dunque a vederci, almeno una volta....

—Verremo di sicuro, saremmo già venuti se l'avvocato avesse un solo giorno di libertà.

In questo istante entrava nel salotto l'avvocato, gli additarono il frutto enorme, che egli credette una zucca. Ma questo equivoco che destò l'ilarità delle signore, fu accolto come un elogio dal donatore, che lo interpretò come un paragone di grandezza.

Misero il melone sotto il naso dell'avvocato per farglielo conoscere dall'odore, e gli raccontarono [pg!206] la bizzarra presentazione. Anch'egli ne fece i più grandi elogi.

Papà Gervasio non teneva più nella pelle dalla consolazione, il suo orgoglio era soddisfatto molto più di quel giorno che suo figlio fu fatto dottore. Tutti abbiamo le nostre passioni, egli aveva l'ambizione dell'orto. Raddoppiò le istanze per una gitarella alla sua villa, e per invogliarli alla visita enumerava i piaceri della giornata.