—Un giro pel parco, sulle rive del laghetto, e pei boschi, una colazione all'aperto, sotto la pergola dei gelsomini, una passeggiata al frutteto ed alla vigna. Quest'autunno sarà matura quell'uva d'oro, moscata, che piace tanto alla signora Metilde, dei bei pomi, delle pera, dei fichi d'ogni colore, un po' di tutto. Vedranno in orto delle altre meraviglie. Farò assaggiare al signor avvocato i miei vini, alle signore delle conserve. Non abbiamo da offrire nè spettacoli, nè teatri, ma prometto una giornata di riposo e di svago, un'accoglienza senza cerimonie, ma davvero cordiale.
Metilde batteva le mani, e guardava suo padre con occhio supplichevole, mostrando il più vivo desiderio di passare una così bella giornata in campagna, in quel luogo di delizie. Lo avevano promesso tante volte, era giunto il momento di [pg!207] mantenere la parola. La signora Emilia secondava la figlia, l'avvocato assentì, e fu pattuito che nel prossimo autunno si manderebbe ad effetto quella visita.
Papà Gervasio gongolante dalla gioia corse ad annunziare la buona notizia a suo figlio, che ne fu lieto, e s'incaricò di ribattere il chiodo perchè il progetto non andasse sventato, e d'informare a tempo la famiglia del giorno preciso dell'arrivo, per le disposizioni opportune.
E anche questa volta papà Gervasio ripetè con insistenza il desiderio di vedere il figlio ammogliato, eccitandolo alla buona scelta d'una sposa, mostrando la più viva impazienza di vederlo stabilito prima di morire, e confortandolo con buoni consigli.
—La felicità della famiglia dipende in gran parte dalla donna, egli diceva; essa attira o allontana il marito dalla casa, secondo le sue buone o cattive qualità; essa procura il benessere o getta il disordine in famiglia, bisogna pensarci seriamente. I figli allevati con molta severità al tempo del governo austriaco, hanno saputo combattere e morire per la libertà; i figli che crescessero nell'abbandono ci condurrebbero all'anarchia. Non seccarti delle mie prediche, lasciami dire tutto quello che penso, tutto quello che ha [pg!208] diritto di pensare un padre che ha pagato la libertà con infiniti sacrifizi. I futuri cittadini saranno ottimi o pessimi secondo le loro madri, perchè le azioni umane dipendono in gran parte dall'indirizzo dei primi anni. La palla che corre, se non trova ostacoli che la deviano, arriva sempre dove la spinse la mano che le diede il primo impulso.
Silvio gli promise di contentarlo, si mostrò disposto a risolversi a questo passo scabroso, facendo una buona scelta, e pensava fra sè: «La gita dei Ruggeri in campagna sarà una bella occasione per decidermi; Metilde e Maria trovandosi insieme, potrò osservarle con attenzione, e finalmente sarò in caso di giudicarle senza pericolo di ritrattarmi il giorno seguente. Fino che sono divise e lontane, preferisco sempre quella che mi sta più vicina, ne subisco l'influenza magnetica, e l'assente ha sempre torto.»
Due mesi dopo l'ultima visita di papà Gervasio, venne stabilito dai Ruggeri il giorno preciso per fare la scampagnata. Silvio ne diede avviso alla sua famiglia, la quale prese le opportune disposizioni per accoglierli degnamente.
Era d'autunno, la bella stagione delle vendemmie e delle frutta mature, della temperatura mite, e dell'abbondanza. Non si poteva scegliere un'epoca migliore. [pg!209]
Quando la carrozza entrò nel parco dal cancello spalancato, papà Gervasio attendeva al vestibolo, Pasquale era pronto per aprire lo sportello, la nonna e Maria corsero a ricevere gli ospiti.
Furono condotti nelle stanze del primo piano, per spolverarsi, e riparare ai piccoli disordini del viaggio. Passarono per brevi istanti al salotto, fino che vennero introdotti sotto la pergola dei gelsomini e dei caprifogli, ove era stata apparecchiata la colazione quasi tutta coi prodotti della villa. La tavola coperta da una bella tovaglia era adorna di fiori e di frutta, fra le quali spiccavano dei pomi color porpora, e dell'uva d'oro. E stavano intorno dei piatti piccoli e grandi col burro fresco, il miele dell'arnie, le uova del mattino, il prosciutto e il formaggio di casa. I ravanelli rossi e verdi uniti al sedano bianco mostravano i colori nazionali, che non mancavano mai in casa Bonifazio. Servirono una frittura di pollo che fece onore alla nonna, una torta di frutta che ottenne molti elogi, guadagnati da Maria, e il vino della cantina fu portato alle stelle, con somma soddisfazione di Gervasio.