Papà Bonifazio per eccitarlo a tenere allegri gli ospiti gli riempiva continuamente il bicchiere. Un'immensa trota del Piave fu trovata eccellente. Tutto era buono e servito in punto.

Andrea teneva gli occhi fissi costantemente sulle due ragazze, Silvio fremente spandeva il vino sulla tovaglia.

Maria prese colle dita uno stinco di pollo e si mise a rosicchiarlo e a succhiarlo con disinvoltura, tagliava le vivande a pezzettini, e parlava colla bocca piena, teneva la forchetta colla destra, e il coltello colla sinistra.

La signora Emilia faceva dei segni a Metilde per indicarle questi scandali; Silvio se ne avvedeva e si sentiva umiliato.

Ma il malanno più grande si manifestò nei dialoghi, ai quali la povera ragazza ebbe l'imprudenza di prender parte. Essa diceva con ingenuità degli spropositi madornali, che provocavano dei sorrisi male dissimulati dalle signore e dall'avvocato e facevano salire il rossore al volto dell'infelice cugino.

Si parlava dei suicidi che si vanno moltiplicando, ed essa raccontò il caso d'un giovane speziale che si era ucciso colla strachinina. [pg!218]

Il maestro sostenne che il suicidio è una viltà, che la morte non è un eroismo che quando si va ad incontrarla per la patria... e Maria soggiungeva:

—Come i mille che andarono in Cicilia!...

Si parlò di Venezia, del lido, dei bagni d'Abano....

—Che sono eccellenti, osservò Maria, per le irruzioni alla pelle.