Maria, con fiero cipiglio, presentò al cugino le sue congratulazioni, perchè sposava una gran signora, degna di lui, si studiava di dissimulare la stizza che la mordeva, ma tradiva lo sforzo coll'ironia del linguaggio, e le troppo affettate dimostrazioni d'indifferenza.

Quando credeva di non essere veduta, accarezzando [pg!229] Argo con tenera sollecitudine, una lagrimetta le spuntava sul ciglio, e le scorreva sulle guancie; ma appena udiva rumore si ricomponeva, e continuava a mostrarsi tutta intenta alle solite occupazioni di casa.

Papà Gervasio andò a Venezia a fare la domanda formale e fu ricevuto dai Ruggeri con mille cortesie. Fecero un bel pranzo di famiglia, e alla sera ebbe luogo la presentazione dei fidanzati agli amici, con profusione di rinfreschi, dolci, sorbetti e vini squisiti.

Qualche giorno dopo papà Gervasio trovava anche il denaro e lo portava al figliuolo per le spese d'impianto, e venne fissata l'epoca precisa per la firma del contratto e le nozze.

La signora Emilia e la figlia si misero in traccia dell'appartamento girando tutto il giorno per Venezia, salendo tutte le scale delle case dove c'erano locali d'appigionarsi.

Silvio le pregava d'evitare le calli ristrette, e raccomandava un prospetto pittoresco ed aperto, che si vedesse la laguna ed il sole.

La signora Emilia fingeva di volerlo contentare, ma non dava retta alle sue ciarle. Essa voleva che l'appartamento della figlia fosse vicino alla sua casa, e poco lontano dalla piazza.

Pensava che l'idea di voler vedere la laguna [pg!230] era una vera mania senza costrutto, di quelle ubbie ridicole di giovinotto egoista che non pensa alla moglie, la quale restando molto in casa, deve preferire un sito frequentato, per godere il passaggio della gente, che distrae dai pensieri tristi nelle ore d'ozio, e nei giorni piovosi quando non si può uscire per le visite o pel passeggio. In quanto al sole non bisognava pensarci nemmeno per due motivi, prima per non salire sotto ai tetti, e poi perchè all'estate sarebbe troppo caldo, e nelle camere oscure si sta più freschi, e le donne ci guadagnano un maggiore prestigio; l'ombra è favorevole alla tinta del volto, nasconde i piccoli disordini, come il velo, e rialza l'aspetto della persona nell'ambiente misterioso. Metilde tentava di secondare i desideri del fidanzato, si sarebbe sacrificata volentieri per soddisfarlo, ma la signora Emilia era irremovibile nelle sue opinioni, e le imponeva con fermezza.

L'appartamento venne appigionato senza consultare lo sposo, la signora Emilia si giustificò dicendogli che non c'era tempo di mezzo per avvertirlo; un'altra famiglia, innamorata del locale, attendeva alla porta impaziente per impadronirsene se non avessero subito chiuso il contratto. Non bisognava lasciarselo sfuggire, perchè [pg!231] non ce n'erano di migliori, e conveniva per varie ragioni.

Silvio corse a vedere il suo nido futuro, e ne uscì mortificato.