—Sono discorsi da vecchio celibe, gli rispondeva la signora Maddalena, voi non avete diritto di parlare di matrimonio, perchè non lo avete provato....

—Ma ho provato l'amore!... esclamava il maestro, guardando in modo singolare la vecchietta rubizza, mentre una scintilla fugace gli brillava negli occhi resi opachi e cisposi dagli anni; tutte le rughe del volto gli si animavano con contrazioni spasmodiche; alzava le braccia in atto di disperazione, e poi le lasciava cadere d'un tratto, come i pali del telegrafo rotti da un colpo di vento.

La nonna rideva con malizia, e gli diceva:

—Gli uomini sono matti, perfino nell'età del giudizio....

—No, sono asini fino all'estremo sospiro, gridava il maestro.

—E anche questo può darsi, essa conchiudeva... lo avete tanto ripetuto, che me ne sono quasi convinta.

Poi i tre vecchi si raccolsero intorno al tavolo rotondo del salotto, come i diplomatici a congresso, [pg!239] per discutere un arduo problema, assai più scabroso di molti affari di Stato, l'eterna questione dell'amore e del matrimonio.

—Dobbiamo permettere il matrimonio di Maria con Andrea, o sarà meglio mandarlo a monte?... Essa non ama il futuro marito, eppure acconsente a prenderlo; esso è cieco d'amore e accetta il sacrifizio, ad ogni costo! Quali saranno le conseguenze d'una tale combinazione?

—Maria è semplice ed onesta, rispondeva la nonna, il dovere sarà la sua guida, l'amore verrà col tempo.

—E se non venisse mai? domandava il maestro, che cosa succederà?