La polvere e le macchie dimenticate da una intiera generazione sparivano davanti il rinnovamento della famiglia che doveva inaugurarsi colla più scrupolosa nettezza.
In quanto alla partenza degli sposi nel giorno delle nozze era disapprovata da tutti i parenti Pigna e del vicinato. Una cosa simile non si era mai vista. Da padre in figlio tutti avevano celebrato il giorno delle nozze con un banchetto ed un ballo, restando al proprio villaggio, dove il corteggio accompagna la sposa alla casa nuziale. E questa volta criticavano Andrea di cambiare le vecchie abitudini rurali, perchè sposava una signora. Ma Maria aveva delle amiche che prendevano la sua difesa, e facevano osservare alle pettegole malcontente e ai ciarloni invidiosi, che se il viaggio di nozze non era un uso in casa Pigna, era una vecchia abitudine in casa Bonifazio, e che una sposa come Maria aveva diritto a dei riguardi.
Più tardi si venne a sapere che gli sposi non sarebbero andati girovagando per gli alberghi, come si usa adesso con poca poesia, ma che si recavano direttamente in Brianza dal cugino Alessandro, nella famiglia della nonna, ove erano stati invitati; e tale determinazione fu generalmente applaudita. E infatti era vero; quando ricevettero [pg!243] in Brianza l'annunzio del prossimo matrimonio di Maria, i gentili cugini offersero subito la loro casa agli sposi, domandando come un favore che volessero passarvi i primi giorni delle nozze.
Questa cortese esibizione parve alla nonna un benefizio della provvidenza, comunicò subito l'invito agli sposi, che venne accolto con piacere, e così veniva a togliersi ogni attrito disgustoso fra i due matrimoni che dovevano succedersi a pochi giorni di distanza.
La povera nonna aveva le lagrime agli occhi quando pensava che la sua diletta Maria sarebbe andata ad abitare per qualche giorno in quella casa così piena di memorie per lei, ove era nata, e aveva passata l'infanzia e la prima gioventù, e narrava alla nipote la bellezza di quei siti, il pittoresco delle colline e dei laghi, le delizie delle prospettive e dei giardini, la pace e la solitudine di quella casetta romita, quasi nascosta sotto gli alberi. Le raccomandava di visitare le posizioni più ridenti, e di renderle conto delle sue impressioni. Ed era felice che Maria passasse quei giorni di vita nuova dove essa aveva conosciuto ed amato il capitano, e le raccontava la modestia di quel soldato, la timidezza di colui che non aveva paura dei nemici armati, dei Tedeschi e dei Cosacchi, e che non osava parlare [pg!244] ad una ragazza. E le descriveva i due nonni come se fossero ancora vivi, e anche giovani, perchè Maria ne aveva conosciuto uno solo, ed anche vecchio, quando essa era bambina.
Ma quelli erano tempi terribili e pericolosi, le congiure dei Carbonari avevano ritardato il loro matrimonio; tanto suo padre che il fidanzato dovevano tenersi pronti a fuggire in caso di pericolo, per salvarsi dalla prigione e dalla forca.
Andrea si andava civilizzando, si faceva vestire a Treviso da un sarto migliore di quello del villaggio, aveva imparato a pettinarsi, si metteva la cravatta con qualche attenzione, e pareva quasi un giovinotto della città.
Il maestro gli dava qualche buon libro, e gli diceva:
—Per non parere un asino non basta cambiar la pelle, bisogna anche camminare con due gambe. L'uomo sta ritto perchè alza la testa; impara da Argo a stare in piedi e a farti amare da Maria; Argo è pieno di cortesie per la sua amica, e sa meritarsi la sua affezione. Cerca d'istruirti se non vuoi far ridere la gente quando apri la bocca. Se non impari qualche cosa farai una pessima figura nella famiglia di Brianza. Tuo nonno era un ubbriacone, ma pieno di buon senso; tuo padre sa fare il suo interesse, ma è un galantuomo; [pg!245] tu sei un bestione, ed hai bisogno di nascondere quella ruvida scorza che ti rende scabroso.
Andrea non se ne aveva a male; conosceva le maniere del maestro, rispettava la sua vecchiaia, e non avrebbe mai osato di contraddire colui che aveva mostrato di proteggerlo, e gli dava dei buoni consigli. [pg!246]