Io sia dannata al fuoco eterno.

Ne fui rassicurato. Solo mi doleva di averle potuto attribuire per un momento quell'idea orribile e d'essermi tradito. Volevo ora domandarle che intendesse fare, e non osavo. Ella non parlava più. Passata la villetta C., mi disse che voleva farmi sapere il suo nome, che suo marito si chiamava Vida, e ch'ella aveva tenuto nascosto questo nome acciocchè suo padre, venendo per caso a udirlo, non fuggisse addirittura da S. Bernardino.

Giungemmo al villaggio deserto, tutto bianco di luna. Nel porre il piede sugli scalini dell'Hôtel Brocco, mi feci coraggio e incominciai:

— Lei parte?

— Domattina.

— E posso sapere...?

Fedele esitò.

— Glielo dirò — rispose a bassa voce — ma non lo ripeta a mia sorella. Me lo prometta! Vado a Marsiglia.

La guardai, le stesi la mano senza poter parlare. Ella mi diede la sua.

— So che ci muoio — soggiunse — ma in ogni caso andrei suora.