— Ella — rispose Vasco — vuol avere un libro di quella fatta e non sa il greco? Ella vuole la fenice di Tiziano? Eden Anto, signore; arse, arse con fiore.
Appuntò l'indice al fuoco e proseguì:
— Guardi là. Se vorrà la cenere...
Marcòn mise un grido soffocato alzando le braccia come gli mancasse il respiro, andò al caminetto, e giratosi subito a Vasco, fece due passi verso di lui con la mazza in aria. Si arrestò, mise, scrollando le braccia minacciose, un muggito sordo, trottò a dar di fianco nell'uscio come una catapulta, e, spaccata di colpo la serratura, passò fra la signora Carlotta e la Tonina, traboccò giù per le scale.
Le due donne saltarono nello studio.
— Cosa è stato? — chiese la signora Vasco.
— È stato — rispose suo marito, ancora tremante di emozione — che voleva rubarmi e l'ho fatto scappare.
— Rubarti che, straccione?
— Oh, niente — disse il povero signor Zanetto senza guardar sua moglie e scotendosi tutto in un singulto di riso forzato. — Un libro.
— Un libro? Hai un libro di valore, tu?