Trasse gli zolfanelli e riaccese il lume dicendo:
— Senta, don Rocco. Voglio fare il galantuomo, lavorare; ma dovrò cambiar paese, e i primi giorni, come si mangia? Mi capisce.
Don Rocco si grattò la nuca.
— Domattina venite, già — diss'egli.
— S'intende! Ma avrei anche qualche debituccio qui, e andando in giro di giorno vorrei mostrare la mia faccia senza riguardo a nessuno.
— Bene — fece don Rocco, molto accigliato ma con accento benevolo. — Aspettate.
Prese il lume, uscì dal salotto, e ritornò subito con un biglietto da dieci lire.
— A voi — diss'egli.
Colui ringraziò e partì, accompagnato col lume fino a mezzo il cortile da don Rocco, che aspettò lì fino a quando l'altro, uscito dal portone, gli ebbe gridato che non c'era nessuno. Allora andò a chiudere e rientrò in casa.
Non potè coricarsi subito. Era troppo agitato. — Corpo di bacco! — ripeteva fra sè. — Corpo di bacco! — Non avrebbe mai saputo immaginare un caso tanto straordinario, e toccava proprio a lui. Si sentiva un testone enorme come quando giuocava a tresette e non capiva il giuoco e tutti lo strapazzavano. Che caos ci aveva dentro di bene e di male, di amarezza e di consolazione! Quanto più la cosa gli pareva straordinaria, con tanto maggior fede, con tanto più trepida riverenza la riferiva alla mano di Dio. A ripensare il suo affacciarsi alla cucina e quell'uomo seduto al focolare, la memoria gli metteva uno sgomento più forte di quello recatogli dalla realtà; e subito vi sottentrava un'ammirazione mistica per le arcane vie del Signore. Certo la colpa della Lucia era amara, ma come si vedeva chiaro il disegno della Provvidenza! Condurre l'uomo in casa del prete; per il peccato, alla grazia. Che gran dono gli aveva fatto Iddio, a lui, l'ultimo dei preti della parrocchia, uno degli ultimi della diocesi! Un'anima così perduta, così indurata nel male! Gli venne scrupolo d'essersi lasciato rincrescer troppo l'inganno della serva, la perdita della tabacchiera. Inginocchiato al suo letto, recitò, battendo a furia le palpebre, una interminabile serie di Pater, Ave, Gloria, pregò il Signore, S. Luca e S. Rocco che lo aiutassero a diriger bene quella conversazione, ancora immatura. Caspita, venire a confessarsi con una fila di moccoli e accusare più gli altri che sè? A don Rocco il cuore del Moro si rappresentò con una similitudine di cui si compiacque, tanto gli parve nuova ed evidente. Un frutto sano con una prima punta di putrefazione; ma tutto questo a rovescio.