— Debbo ringraziare anche la signora contessa — cominciò allora quell'umile Sindaco — della generosità...

— Miserie, miserie — interruppe il conte, non sapendo quel che diceva.

Adesso che tutti erano in carrozza, la signora fece una rapida rassegna delle borse, dei nécessaires, degli ombrelli, degli scialli, dei soprabiti. Intanto il conte porse il capo a guardar se i bagagli fossero a posto nel barroccio sopraggiunto dietro il legno.

— È fatto? — diss'egli. — E cos'ha quel marmocchio?

— Chi piange? — esclamò alla sua volta la contessa, buttandosi quasi fuori del legno.

— Fatto, signor sì — rispose un contadino che era stato chiamato in aiuto ai domestici.

Un ragazzetto cencioso gli stava attaccato ai calzoni singhiozzando.

— Va là, taci — gli disse il padre aspramente, e, volto alle signorie loro riprese:

— Fatto tutto.

Il conte si cacciò una mano in tasca, guardando il ragazzo.