— Due, — rispose la Lisa, brusca.
— Potrebbe provare in tribunale. — Alle sei si pranza, del resto...
Alle parole di sua madre potrebbe provare in Tribunale, la ragazza mi piantò pronta gli occhi in viso come se avesse voluto leggermi nel pensiero. Non capii affatto uno sguardo simile e me n'andai senza l'onore di aver salutato lei.
Al Tribunale un usciere cui domandai di Molesin mi guardò in un modo poco lusinghiero; un altro che udì, sorrise. Un po' alla volta mi fecero sapere che in Tribunale, da un pezzo, per ordine superiore, il signor Molesin non ci poteva bazzicare. Una volta ci veniva per affari ufficiosi o per aste. Non era nè avvocato, nè dottore, nè niente; nemmanco aveva veduto la porta dell'Università. Per trovarlo bastava andare al caffè Socrate verso le tre. Sospettai allora di aver capito lo sguardo della signorina Lisa e la ragione per cui il sottile amico si sottoscriveva D. Molesin e non dottor Molesin. Andai al caffè Socrate; sarei andato fino a Ponte di Brenta per ghermirlo.
Il cranio pelato, il fazzoletto rosso e giallo, il soprabito marrone eran lì dentro, in un mucchio presso l'entrata. Prima di prendere il caffè, pronto davanti a lui, Molesin stava considerando e misurando attentamente due baicoli per vedere quale fosse il più lungo e da scegliere. Me gli avvicinai.
— Dottor Molesin?
Il cranio pelato scattò su e vidi passar sopra la solita faccia biliosa e austera un'ombra di angustia, che sparì subito.
— Servo suo, — disse Molesin piegando all'indietro la persona e posando le mani sul tavolo senza lasciare i baicoli. — Servo suo. Ha avuto la mia lettera?
Risposi ch'ero venuto appunto per intendermi con lui circa la dilazione dell'asta; che vi accondiscendevo qualora nulla fosse mutato dalla sua lettera in poi. Prima di smascherare il briccone volevo chiudergli ogni porta di fuga. Egli mi rispose che nulla era mutato. Allora trassi la sua lettera e lo pregai di leggermene un brano dove non avevo potuto decifrar bene ogni parola. Era quello relativo al compratore della casa e Molesin me lo lesse esattamente: Zonca, fuori porta Codalunga.
— Senta, — gli dissi allora ex abrupto — mi conduca fuori Porta Codalunga da questo signor Zonca. Vorrei convincermi ch'è un compratore serio.