Verso il mattino Violet si quietò alquanto. La signora Emma uscì di camera e venne a dirmi che miss Yves voleva assolutamente partire col primo treno possibile.
—Lei si sarà opposta?—diss'io.
La signora tacque. Capii dal suo silenzio che non s'era opposta e che ne aveva qualche particolare cagione cui non osava addurre.
—Credo che sia meglio—diss'ella finalmente;—e credo che Violet ne sarà in grado.
Conoscevo la signora Steele per una donna intelligente e savia; piegai il capo sotto il doloroso peso delle sue cagioni segrete. Mezz'ora dopo Violet mi fece chiamare. La trovai affranta, ma in piedi e ferma di partire; e avendo arrischiata una parola per dissuaderla, n'ebbi in risposta che desiderava considerarsi già come mia moglie, che mi ubbidirebbe in tutto, ma che mi pregava di rimettermi, in questo, al giudizio suo. Ella fece quindi uscire con un'occhiata la signora Steele. Capii che voleva raccontarmi l'incontro della Drachenburg e la scongiurai di tacere, di non commuoversi; ella mi abbracciò nascondendo il viso sul mio petto, e dopo un lungo silenzio mi disse con voce soffocata:
—Ti prego, ti prego, andiamo via.
Alcune ore dopo giungevamo, abbastanza felicemente, a Rüdesheim. Durante il viaggio non si parlò mai dell'accaduto, e quando fummo a casa, Violet, cedendo alle nostre preghiere, si pose a letto. Il mattino vegnente, per tempissimo, ebbi queste sue righe:
«Caro,
«Quando ieri a Königswinter sono rimasta sola con te, avrei voluto dirti tutto, ma non ho potuto, lo hai visto; ho solamente potuto stringerti fra le mie braccia, perchè tu sei la mia forza e la mia vita e avevo tanto bisogno di te. Ho pensato un momento di farti parlare da Emma, che sa quasi tutto; ma poi mi son detta che fra me e te non deve interporsi mai nessuno e che avevo a parlare io stessa.
«Tu sai come e perchè io abbia cessato di amarlo; ora egli si è posto in capo, disgraziatamente, di farsi amare ancora e di essere mio marito. Non credevo che l'amore potesse rinascer così; perchè certo vi fu un momento in cui parve ch'egli pure non mi amasse più affatto, quantunque ora lo neghi. Egli conosce Emma, che fu anzi un tempo la sua confidente; trovandoci insieme alla Drachenburg volle ch'ella fosse presente alle sue offerte, alle sue suppliche appassionate. Io lo respinsi con quanta forza potei, con un orrore che l'offese. Minacciò di chiederti un colloquio, ripromettendosene la rottura delle nostre nozze, benchè io gli dicessi che tu sai già ogni cosa; minacciò, se non potesse avermi, di togliersi la vita.