Suonavano allora le undici, e trovai che la signora Luise era uscita da una mezz'ora per andar a prendere una sua sorellina alla Volkschule delle Benedettine nel convento di Santa Valpurga. Mi feci insegnare la via, passai dal convento, incontrai molte bambine che ne uscivano, ma non lei. Tirai avanti per la Westenvorstadt e la trovai poco lontano, in un prato lungo l'Altmühl, a coglier fiori con la sua sorellina. Mi chiese se andavo al Tiefenthal, e parve molto lieta di apprendere che invece ero venuto in cerca di lei con quei versi. Le domandai di miss Yves. Rispose che aveva passato una bella serata con lei in casa Treuberg, che una sua cugina aveva cantato molto bene e un signore di Monaco molto male.

—Sua cugina—diss'io—ha cantato Haidenröslein.

—Oh come lo sa,?—esclamò la biondina battendo palma a palma. Risposi ch'ero passato sotto le finestre di Treuberg, ed ella mi sgridò, mi disse che ero stato molto cattivo di non salire.

—Iersera ci sarebbe proprio stato bisogno di Lei—soggiunse—Il vecchio Topler voleva assolutamente sapere l'indirizzo esatto dei…

Nominò la famiglia di comune conoscenza che dimorava a Monaco.

—La zia Treuberg—proseguì—non lo ricordava bene. A me pareva che fosse così.

Me lo ripetè ed era esatto, ma io tacqui assorto com'ero nell'immaginar le ragioni di Topler. Pensai subito che volesse chiedere informazioni sul mio conto. E poi?

—Ci aiuti a coglier fiori—disse la biondina.—Non si pranza mai senza fiori sulla tavola, noi. Domani si ha gente a pranzo e andrò a prenderne di più belli nel bosco e anche a Waldmeister; ma oggi non ho tempo. Se ci aiuta bene, Le faccio poi fare un bel giro, si torna in città da quei pioppi là, sotto la Burg. Non è vero ch'è bellina la nostra Eichstätt? Questo edificio grande con il campanile è il convento di S. Valpurga, lo sa bene; e quell'altra chiesa a destra e la Jesuitenkirche, e quella più a destra è la Heiligengeisteskirche. E questi prati, non sono carini?

Ella chiacchierava e coglieva fiori e li gettava nel grembiale della sua sorellina, dove li faceva posare anche a me, sgridandomi quando i gambi non erano abbastanza lunghi. Io cercavo pure di ricondurla all'argomento di prima. Le chiesi se oramai miss Yves stesse veramente bene.

—Credo di sì,—rispose,—ma è tanto triste. Anche iersera quando mia cugina cantava era pallida pallida; ho avuto paura che svenisse. Ma già ci doveva essere qualche mistero iersera.