Sedetti in silenzio.

—Lei adesso ha capito—riprese.

—Sì signora—risposi.—Mi dica.

—Ecco che cosa succede. Santo Dio, è un tal seguito di cose e anche questo colloquio con Lei è tanto strano per me! Aggiunga lo stato di mio marito. Proprio c'è da perderne la testa. Aspetti, dunque. Lei ha parlato al dottor Topler.

—Sì signora.

—Topler è venuto qua giovedì mattina. Pover'uomo, era fuori di sè. Ha parlato a miss Yves. Miss Yves è stata perfettamente sincera con lui, ma gli ha detto che intendeva tenere la sua promessa e lo ha pregato, anzi, di tacere tutto a suo fratello. Allora Topler si è consigliato con me. Adesso Le parlo schietto; il mio consiglio è stato che si facesse il desiderio di miss Yves, che non si dicesse niente al professore e ch'ella anticipasse la sua partenza, con un pretesto, per Norimberga. Così fu deciso. Io ne parlai a miss Violet e si doveva partire ieri, sabato, alle quattro e mezzo; perchè la avrei accompagnata io. Siccome erano venute notizie non tanto buone dallo zio Yves, quello ch'è stato in Italia, così s'è detto al professore che si anticipava il ritorno a Norimberga per lui; quando ieri, prima ancora che mio marito si sentisse poco bene, capita Topler, il vecchio, tutto ansante, tutto sottosopra, e mi dice di sospendere la partenza perchè c'è una novità, e questa novità è che suo fratello sa ogni cosa.

—Lo sa?—esclamai. Non tanto la cosa in sè, quanto il modo in cui sentivo che Topler l'aveva detta, mi fecero balzare il cuore di speranza.

—Sicuro—rispose la signora.—Il professore ha saputo tutto da una lettera che ricevette ieri mattina. Pare sia sottoscritta, ma da persona che prega di non essere nominata. Infatti il professore non l'ha voluta nominare. Solo ci affermò che non l'aveva scritta Lei.

—Luise—pensai con uno slancio di gratitudine.—Il segreto di Luise.

La signora continuò a raccontare che Topler le aveva espresso la ferma volontà di suo fratello, di parlare a Violet il più presto possibile, appena ne fosse stato in grado.—Il vecchio—diss'ella—era in un grande orgasmo e mi pareva tutto meravigliato che suo fratello, malgrado un tal colpo, non fosse ancora morto. Egli non poteva star quieto sulla sedia e corse via appena fatta la sua ambasciata.—Debbo anche dir questo—soggiunse dopo un momento di esitazione.—Topler vide presso di me una lettera di Monaco in cui si parlava molto di Lei, e in modo da persuadersi che una ragazza sarebbe veramente fortunata…