La interruppi, ma ella mi disse che nella commozione di Topler questa lettera ci entrava molto.

—Alcune ore più tardi—continuò la dama—egli ritornò con suo fratello.

Si udì un colpo di campanello.

—Mio marito!—diss'ella.—Ritorno subito.

Ritornò quando a Dio piacque, esclamando:—Ah questi uomini, questi uomini!—e dolendosi con un fiume di chiacchiere dell'intolleranza di suo marito, come se io non stessi sui carboni ardenti. Finalmente riprese il filo del discorso.

—Vorrei che li avesse veduti. Noi conosciamo da poco tempo i fratelli Topler, specialmente il vecchio; i nostri più stretti legami sono colla famiglia di miss Yves. Anzi, se vuole, per quanto il professore sia un uomo stimabile, questo matrimonio mi andava poco; ma ieri mi hanno proprio toccato il cuore, povera gente. Il professore pareva addirittura un morto e sotto gli occhiali gli si vedevano gli occhi rossi. Sa, non è bello mai; si figuri! E non parlava. Insomma era una gran compassione di vedere in quello stato un uomo della sua età e della sua figura. Ma il vecchio inteneriva ancor più. Si vedeva che soffriva di veder suo fratello così, e che faceva ogni sforzo di nascondere l'animo suo, di parer tranquillo. Parlava lui. Bisognava sentire, se diceva una parola a suo fratello, che tono di voce! Bisognava vedere che occhiate di angustia gli gettava ad ogni momento, quasi di soppiatto! Il professore andò da miss Yves ed egli restò con me. Si capiva che faceva un sacrifizio a non accompagnarlo, ma insomma lo lasciò andare. Ogni tanto giungeva le mani, alzava gli occhi al cielo e andava sulla porta ad origliare, aspettando il suo passo. Il professore ricomparve dopo un bel pezzo. Cosa si abbiano detto, Violet e lui, non lo so; certo egli era ancora più contraffatto di prima. Suo fratello lo prese a braccetto e lo condusse via. Non potei andar subito da miss Yves perchè intanto mio marito s'era sentito male. Vi andai più tardi. Ella mi disse che avrebbe voluto tacer tutto al suo fidanzato, ma che, interrogata da lui, non aveva potuto mentire. Non sapeva cosa il professor Topler avrebbe fatto; a ogni modo, lei desiderava di ritornare a Norimberga il più presto possibile. S'immagini che imbarazzo; ieri non c'era più che il treno delle nove e mezzo. Io, avendo mio marito a letto, non potevo accompagnarla e mai non l'avrei lasciata partire sola. S'ebbe appena il tempo di combinare che partisse stamattina con mio fratello e mia nipote Luise, che Ella conosce. Intanto venne una lettera del fidanzato che la lasciava libera.

—Ah!—esclamai.

—Senta, signore—riprese la Treuberg con un certo imbarazzo,—capisco la sua gioia. Come amica di Violet Yves, credo che potrei molto rallegrarmi anch'io, ma non so se miss Yves, quantunque certo ben disposta verso di Lei, accoglierà una sua profferta di matrimonio. La ho invece pregata di venire da me per dirle questo. Per amor del cielo non vada subito a Norimberga, per amor del cielo non cerchi presentarsi subito alla famiglia Yves come un pretendente! Lei non conosce gli zii Yves. Sarebbe la disgrazia della nostra amica.

—La disgrazia?

—Oh Dio, sì. Lei non sa quanto gli zii tenessero al matrimonio
Topler; e io temo pur troppo che invece…