—Oh santo Dio!—esclamo Topler, stizzito. Riprese subito l'impero di sè, e si corresse con mansuetudine:
—Sì, caro, ch'era in dovere. Era in dovere di avvertire mio fratello che la salute di quella persona non ispirava inquietudini per il momento; ma che vi erano serie minaccie per l'avvenire, specialmente considerando…
Qui Topler esitò come se non fosse sicuro di ciò che diceva e si volse a suo fratello.
—Questo non importa—mormorò il professore—questo non importa.
Topler seniore non comprendeva gli scrupoli di suo fratello e lo guardò, attonito.
—Se si tratta—diss'io—dei precedenti di famiglia, parli pure, li conosco.
—Poichè lo sa—riprese il dottor Stephan guardando ancora il fratello, come per giustificarsi con gli occhi—poichè lo sa, lo dico. Appunto. Specialmente considerando i precedenti di famiglia. Però, secondo il medico, è possibilissimo che si vada avanti, molto avanti senza guai, se si evita qualunque emozione violenta, sia di dolore, sia di gioia. Ciò che conviene alla signorina è una vita uniforme, tranquilla. Una emozione violenta sarebbe fatale.
Io ascoltavo rabbrividendo. Le cose udite non mi destavano meraviglia. Non avevo mai voluto fermare il pensiero su questo punto, perchè mi faceva spavento. Inconsciamente avevo le stesse apprensioni del medico.
—Ella può esser chiamato—conchiuse Topler seniore—a vegliar sulla salute della signorina. Capirà perchè mio fratello abbia desiderato…
Ringraziai e domandai se avessero altro a dirmi.