—Il vostro esordio, onorevolissimo Gran Proposto, mi darebbe a credere che voi pure abbiate dei gravi dispiaceri nella vostra famiglia privata.

—Tanto gravi, che quelli della famiglia pubblica, e sono pure ingentissimi, al paragone mi sembrano inezie.

—Se ciò è, mi spiace, onorevolissimo Gran Proposto, che io non sarò in grado di giovarvi come avrei desiderato.

—Al contrario… Non solamente voi siete in grado di prestarmi aiuto, ma fuori di voi, non avvi persona al mondo sulla quale io possa contare nel terribile frangente in cui mi trovo.

Il furbo Torresani sapeva già tutto, ma proseguiva a fare l'attonito.

—Voi… senza dubbio… avrete letto i giornali di ieri sera—disse il Gran Proposto con un largo sospiro—voi saprete la notizia pubblicata dal Figaro, organo uffiziale dei matrimoni, la notizia… che oggi corre sulle labbra di tutti…

—Ah!… To!… Veh!… La gran testa d'oca ch'io sono…! E dire che io mi era già scordato… Vedete se la politica ci rende imbecilli…! Perdonate se io non mi sono affrettato a rivolgervi le mie congratulazioni.

—Grazie, onorevole collega!… Grazie! Non è il caso di farmi delle congratulazioni, ma piuttosto di condolervi…

—Che?… vediamo un poco se ci intendiamo!—proseguì il Torresani abbandonandosi ad una loquacità che escludeva ogni interruzione.—Io voleva alludere alla petizione di matrimonio inoltrata dal cittadino Redento Albani, dal celebre inventore della pioggia artifiziale, in favore di vostra figlia… Figuratevi, Gran Proposto, qual fu la mia sorpresa ieri sera… sì… ieri sera… al teatro degli Automi… voi sapete… a quel vecchio teatro che un tempo si chiamava della Scala, e che oggi serve agli spettacoli automeccanici delle grandi marionette. Io vado ogni sera a quel teatro, vi ero abbonato da ragazzo, fino dai tempi in cui vi si rappresentava l'opera in musica… Che volete…? Siamo milanesi… e quindi… per indole… per educazione… fors'anche per influenza di clima… un po' abitudinari. Una sera, invece dei soliti cantanti, delle solite ballerine, ci hanno dato le marionette… Io, e i miei coetanei, piuttosto che abbandonare la nostra sedia fissa, il nostro palco di quarta fila… piuttosto che allontanarci dal nostro vecchio centro, ci siamo accontentati di quel nuovo spettacolo… e vi assicuro… Gran Proposto… che ci si diverte di cuore, e che la vecchia Scala è tuttora il primo teatro del mondo.

Il Gran Proposto sbuffava, ma non ardiva interrompere quella foga di parole. Il vecchio Torresani tirava innanzi con una facondia inesorabile.