Il Birecchi fece una smorfia grottesca, e proferì un ho capito più sonoro e più goffo che mai.

Il mezzogiorno era prossimo, ed io voleva giungere al convento per l'ora del pranzo. Mi congedai dalla bella Ascolana, promettendole sarei tornato a farle visita prima di notte, onde intendermi con lei per l'esecuzione de' nostri progetti. Il Birecchi esitava a seguirmi, ma l'Ascolana con un sorriso misto di dolcezza e d'ironia:

—Signore, gli disse, io aveva bisogno del medico; per oggi posso dispensarmi dal cavadenti.

Il Biracchi sta volta non pareva disposto a capire; ma vedendo ch'egli rimaneva inchiodato dinanzi al letto, io lo indussi a seguirmi, traducendogli letteralmente il motto della signora:

—L'ammalata ha bisogno di rimaner sola.

—Ah! vedo... basta...! ho capito!

Pochi minuti dopo, io risaliva la collina per recarmi al convento; il Birecchi passeggiava sotto le finestre dell'albergo, appannandole de' suoi sospiri.


CAPITOLO V.

Risoluzioni ed espedienti.