All'indomani, verso le dodici ore, un gran cartellone, scritto a inchiostro di vari colori, annunziava agli abitanti di Grottamare un grandioso trattenimento vocale-istrumentale-poetico-dentistico, che dovea aver luogo nella sala del teatro la prossima domenica. Alcuni dilettanti del paese avrebbero eseguiti quattro pezzi di scelta musica, io avrei cantate sedici o venti cavatine fra buffe e serie, il Birecchi avrebbe strappati non so quanti denti al cospetto del pubblico; e un poeta di passaggio avrebbe improvvisati e declamati un centinaio di sonetti. Il prezzo d'entrata, perchè fosse proporzionato alle finanze di tutti, si lasciava all'arbitrio degli spettatori. Il teatro sarebbe illuminato a giorno.
Quel gran cartellone produsse l'effetto ch'io mi attendeva. Gli abitanti di Grottamare ricchi e poveri, giovani e vecchi, rimasero stupefatti dal pomposo annunzio. È bene l'avvertire che già da quindici anni non s'era riaperto quel teatro a spettacoli di sorta, e i proprietarii dei palchi sospiravano da gran tempo una buona occasione per riprendervi un dritto di possesso, che da tempo immemorabile i ragni ed i sorci avean loro usurpato. Quindi è che non mai, anche all'epoca solenne dell'apertura, s'era veduta la popolazione di Grottamare con tanta esultanza, tanto trasporto, tanto entusiasmo affollarsi dinanzi ad un avviso teatrale. Io mi avvidi d'aver trovata la miniera degli scudi; e sicuro di poterne ricavare quanto mi abbisognava per le spese di viaggio, mi tenni l'uomo più beato della terra.
CAPITOLO VI.
Un concerto sconcertato.
Sai tu, lettore mio, quanto costi di noje, di rabbie, di attacchi nervosi, l'organizzare un concerto musicale?
È più facile l'appaiare ad un carro una tigre ed un coniglio, educare ad amichevole consorzio due sorci ed un gatto, trovare alla Camera dei Deputati due onorevoli che vadano perfettamente d'accordo in una quistione politica, riscontrare presso il letto d'un ammalato due medici d'egual parere sull'indole di una malattia,—che non il riunire i tanti elementi all'apparenza identici, di che si costituisce un concerto.
E dopo tante cure, tanti affanni, qual frutto?
Domandatelo a quei tanti artisti di merito, che da molti anni se ne vanno pel mondo con un violino o con un piffero...
La domenica fatale era giunta...