Giunti alla Muccia, il figliuolo del Marcuccio non volle più accompagnarci colla sua vettura.
Noi lasciammo ch'egli retrocedesse e ci recammo ad un meschino albergo per riposarci dal lungo e disagiato viaggio.
Io dormiva placidamente da due buone ore, quando un rumorio di cariaggi e di cavalli, mi riscosse d'improvviso.
—Sono carabinieri bolognesi che si recano a Roma—disse l'oste entrando nella mia stanzuccia.
—Ben giunti!
E balzai dal letto, diedi la sveglia all'Ascolana, poi con essa mi recai sulla piazza.
La fortuna mi inviava in que' soldati una eccellente scorta per proseguire più sicuro nel mio viaggio. Parlai al colonnello ed ottenni due posti sui cariaggi.
Poche ore dopo, giungemmo a Colle Fiorito.
Le scene ch'io sto per descrivere sono di un genere ben diverso dalle precedenti; mi è quindi forza mutar stile e colori, e darmi l'aria di scrittor serio.
L'esercito austriaco pochi giorni innanzi era entrato vittoriosamente in Bologna. Come suole avvenire in tali fortune di guerra, prima che le nuove truppe occupassero la città, le antiche ne sgomberavano, seguite da quei cittadini che per avventura si credevano più compromessi.