I carabinieri, coi quali io mi era accompagnato, erano circa duecento, e rifuggiavansi a Roma dietro ordini di quel governo repubblicano. Il colonnello, che precedeva a cavallo la comitiva, era un gagliardo di cinquant'anni in circa; volto abbronzito dal sole, occhio di brace, irti mustacchi. Cavalcavano al di lui fianco da cinque o sei uffiziali e due donne belle e giovanissime entrambe, figlia l'una, l'altra cognata del chirurgo maggiore. Un sergente di circa quarant'anni, inchiodato alla sua cavalcatura, si era legati dietro il dorso due piccoli bimbi, mentre dinanzi, fra l'una e l'altra briglia del cavallo, sporgeva il capo una leggiadra fanciulletta non maggiore di due lustri, che tenendosi d'una mano aggrappata alla folta criniera della giumenta, coll'altra accarezzava languidamente il volto del soldato.
—Povero padre!—sclamò l'Ascolana additandomi quel gruppo—Povero soldato!
—Eccellente padre, eccellente soldato!—io risposi. E la viva commozione mi troncava le parole.
—Que' poveri bambinelli cominciano presto a sperimentare i disagi della vita. Eppure, non vedi come sorridono? Essi scherzano infantilmente colle cinghie di quella bianca tracolla. E quella gentile fanciulletta che di tempo in tempo si volge indietro a salutarli con un bacio!... Oh beati i fanciulli! felice l'età in cui l'uomo può sorridere in mezzo ai più gravi pericoli e trastullarsi delle avversità! Quelle vergini creature sono inaccessibili al dolore.
—È vero; ma il povero padre... porta egli solo il fardello di tutti.
Le nostre considerazioni furono interrotte da parole aspre ed odiose, che di un tratto ferirono l'orecchio. Alcuni soldati pedestri s'erano in quel punto avvicinati al carriaggio. L'un d'essi aveva proferita una grossa bestemmia: l'altro, volgendosi al conduttore del convoglio:
—Pe' tuoi mortacci!—gridò con rabbia feroce—dev'essere molto comodo viaggiare a cavallo od in vettura! Io ho le scarpe consunte, e la pelle che fa sangue. Sozii, fatevi in là, o cedetemi il posto per qualche ora, se ciò vi torna più gradito!
Così dicendo, il soldato spiccò un salto e venne a collocarsi sul carriaggio. Gli altri non tardarono a seguirne l'esempio, e tutti quanti vennero a sdraiarsi confusamente vicino e noi. L'Ascolana arrossì, tremò di dispetto e di paura; quando ella si strinse al mio braccio come per cercare un rifugio, sentii che la sua mano tremava.
—Signori—diss'io volgendomi ai soldati,—permettete che noi scendiamo a terra. Non ci sarà discaro far qualche miglia a piedi.
Nessuna risposta. Io balzai dal carriaggio, e l'Ascolana meco. Camminammo due ore in silenzio: la mia bella compagna troppo tardi s'avvedeva che l'andare a Roma non era in quell'epoca la cosa più facile del mondo, e che più ci accostavamo alla capitale, più crescevano gli ostacoli e i disagi.