—Che disgrazia! che orrore! chi avrebbe immaginato!…

—Calmatevi, Batacchio… Cos'è accaduto? domandò il coadiutore impallidendo.

—Cos'è accaduto!… Lei mi domanda cos'è accaduto? Ma dov'è il signor parroco? Presto! Corra a svegliarlo… Bisogna informarlo subito… Bisogna trovare un espediente…. Ah! Ella è qui, don Calendario!…

—Che rumore è codesto? disse il parroco avanzandosi mezzo svestito.
Cosa vuole a quest'ora il nostro Batacchio?

—Cosa voglio! Cosa voglio! riprende il sacrista giungendo le mani in atteggiamento disperato, vorrei che il Governo piantasse mille forche…

—Ai fatti! ai fatti! interruppe il parroco, che cominciava a presentire qualche cosa di molto serio.

—Ebbene… i fatti eccoli qua, signor curato, e che il diavolo mi strozzi la moglie se io ci ho avuto un briciolo di colpa. Questa notte sono entrati dei ladri nella chiesa, ed han spogliato la santa imagine della nostra venerata patrona, strappandole di dosso le gonnelle, il gran manto a stelle d'oro…. infine, tutto quanto.

—Spogliata… santa Dorotea! esclamano con espressione di orrore i due preti, fulminati da tale notizia.

E il sagrestano, singhiozzando:

—Sì, tutto le han rubato gli scellerati… Della nostra santa benedetta non rimangono che le braccia, la testa e un imbottito di stoppa sorretto da due pali.