—Nel giorno del centenario!

—Nel giorno della processione!

I due preti parevano impietriti.

Don Fulgenzio guardava don Calendario; don Calendario guardava don Fulgenzio, e il sacrista, favorito dallo strabismo, guardava l'uno e l'altro ad un tempo. Dopo un istante di silenzio, girando gli occhi verso il caminetto, il parroco fu colpito da una idea.

—Se quelle vesti si attagliassero al fusto della santa! se alla signora arrivata questa notte non increscesse…

—Ma questa è una ispirazione del cielo! esclama don Fulgenzio.

Il sagrestano, accostatosi al caminetto, si diede a svolgere le stoffe ammirando ed approvando.

L'abito era stupendo, la gran ciarpa trapunta in oro poteva fornire uno splendido manto; il cappello piumato, a dire del sagrestano, si conveniva mirabilmente ad una santa che doveva sfidare il sole nella processione.

Con quattro colpi di spazzola e una ripassata di funi in meno di dieci minuti si aveva un'acconciatura da far invidia allo regine di tarocco.

—Quel che s'ha a fare, si faccia presto! disse il parroco; tu, Batacchio, va a svegliare tua moglie; ella stira perfettamente ed è donna da serbare un segreto. Don Fulgenzio, che quando vuole sa mettere il miele tra i punti e le virgole, scenderà nel salottino a interceder grazia dalla signora… Poi, si andrà in sagrestia a rivestire la santa, e all'ora della messa pontificale ogni cosa sarà in ordine. Vi pare che io dica bene?