—Unʼabito da soirée!—rispose con una smorfia sardonica il mio piccolo puffista—ma ti pare?... questi non sono istromenti da par mio... Io lavoro assai meglio col mio rèdingot sdruscito e i miei grossi scarponi!
Io mi sentii umiliato da quella risposta, e da quel fare derisorio—e collo sguardo sollecitavo una spiegazione.
—Tu devi sapere,—rispose lʼamico indovinando la mia curiosità—tu devi sapere che io ho già trovato a Parigi la mia vittima—intendiamoci—la mia piccola vittima!—un vecchio usuraio romagnolo, il quale, dopo aver servito per ventidue anni il governo del papa in qualità di secondino, e poi in qualità di custode delle carceri ad Ancona, essendo riuscito a metter assieme coʼ suoi risparmii un capitale di circa quattordicimila lire, è venuto a Parigi tutto solo onde intraprendere qualche speculazione sicura. Tu non puoi immaginare quando taccagno e sordido colui sia. Da circa ventʼanni porta in capo un cilindro rossiccio chʼegli dice aver ereditato da suo zio—la sua marsina è rasa come il mento dʼun canonico, sudicia e cascante come una vecchia ragnatela piovuta dal camino.—Non puoi credere quanto io fossi desolato lʼaltro ieri nel dovermi presentare a lui con questo rèdingot che ai tuoi occhi apparisce cosi modesto! Quante storie ho dovuto contargli... quante favole, perchè il mio lusso non lʼadombrasse! Memore delle tue lezioni, io so che il segreto del mio successo deve consistere nel gareggiare di pitoccheria, di sordidezza con quello sporco animale!
—Mio bravo e degno scolaro!... Ma sentiamo cosa hai fatto... e cosa intendi fare?
—Lʼaltro giorno, per esempio, lʼho invitato a pranzo...
—Cattivo principio!... Un avaro profitta volentieri dei pranzi altrui, ma al tempo stesso concepisce il massimo disprezzo per chi usa la cortesia di invitarlo.... Per ogni boccone chʼegli inghiotte, non può che ripetere in cuor suo: questo imbecille mi fa le spese della giornata... si può essere più bestia?... dar da mangiare ad un altro!
—Io sapeva che il mio romagnolo avrebbe avuto questo pensiero.... Ma io aveva preparato il mio piano... io mi era preposto di regalargli un tal pranzo, che egli, quel miserabile taccagno, avesse a rimanere sorpreso deʼmiei talenti economici!
—Briccone!... Sentiamo... un poco...
—Lo condussi ad un piccolo restaurant nella contrada della Fontaine Moliere—un restaurant molto celebre a Parigi dove si pranza per sedici soldi.... Tu certo non conosci quel luogo....