Non si può essere grandi puffisti senza essere ad un tempo grandi stoccatori!

Potete voi concepire un colpo di stocco ben aggiustato e micidiale, se questo non sia stato preceduto da lunga meditazione ed eseguilo con coraggio e risolutezza?

Di tal modo si debbono compiere le stoccate puffistiche.

Stabilita la vittima, convien fissare il momento ed il luogo—e una volta premeditato il piano di attacco, slanciarsi come il falco sul pulcino.

In generale, le stoccate puffistiche, meglio che nelle mattutine, riescono nelle ore pomeridiane, dopo il pranzo, e dopo la digestione. Un uomo che ha ben pranzato e che ha ben digerito versa ordinariamente in una crisi di buon umore, e si riduce facilmente, pel benessere che prova egli stesso, a favorire quello degli altri.

Lanciato il vostro colpo, badate bene che la vittima non si parta da voi collo stocco nelle viscere. Convien ghermirla strettamente, impedirle qualunque movimento, o per lo meno inseguirla fino a tanto che essa non abbia versato il suo contingente di sangue metallico. Una volta che la vittima sia fuggita collo stocco nelle viscere, vi tornerà assai difficile il ghermirla nuovamente. Guai allo stoccatore puffista se il primo colpo gli va fallito!

Le stoccate per sorpresa riescono meglio delle altre, ed io potrei fornirvi, di ciò numerose prove dedotte dalla mia stessa esperienza. Ma per chiudere umoristicamente questo capitolo, vi narrerò di una ingegnosissima stoccata di sorpresa compiuta in Marsiglia da un puffista di quarta classe, il quale peʼ suoi talenti avrebbe potuto aspirare ai primissimi ranghi dellʼordine se lʼindolenza del suo carattere non avesse paralizzate in lui le altissime doti dello spirito.

Lʼarguto puffista si chiamava Napoleone S... e viveva, come si suoi dire, alla giornata, stoccando gli amici e i non amici, i conoscenti e i non conoscenti. Per oltre quarantʼanni egli aveva condotta questa beatissima vita di levarsi ogni mattina senza sapere come avrebbe pranzato e dove avrebbe dormito alla sera. I suoi puff non si erano mai elevati oltre le strette necessità della vita; egli puffava a centellini, puffava a moneta spicciola, e non era meno grande per questo.

Un giorno Napoleone passeggiava sul ponte di Marsiglia a poca distanza da un caffè ove bazzicavano ordinariamente i suoi connazionali. Napoleone era italiano. Lʼora si faceva tarda; nel caffè non cʼerano persone sulle quali il nostro puffista potesse vibrare con effetto la sua stoccata quotidiana!