Che si fa? Lʼappetito si aguzza e con esso anche lʼingegno puffistico.
Ecco un signore sbarcato recentemente da un battello a vapore. Napoleone lo vede per la prima volta, non sa chi sia, nè da qual parte egli venga. Non importa. È un signore riccamente vestito, un signore che, stoccato con garbo, darà necessariamente il suo spruzzo.
Napoleone si fa innanzi, aborda risolutamente la sua vittima, e toccando leggermente il cappello, lo apostrofa con fuoco:
—La senta un poʼ, caro signore: si tratta di una scommessa, della quale bramerei che ella si degnasse farsi arbitro. Se qualcuno... io per esempio... avesse bisogno al momento di un miliardo in numerario; crede lei che sarebbe possibile, raccogliendo tutto il denaro dei banchieri di Marsiglia, mettere insieme questa somma?
—Io... crederei, risponde lʼaltro con un certo sussiego; crederei che per raccogliere una somma così rilevante ci vorrebbero per lo meno cinque o sei giornate e forsʼanche...
—Ebbene: diffalchiamo...! diffalchiamo pure! Se non si trattasse che di cinquecento milioni di franchi?..
—Anche cinquecento milioni di franchi in numerario sarebbe un poʼ difficile trovarli...
—E se uno avesse bisogno di cento milioni?
—Cento milioni... a dir vero...