Questo modo di sorprendere il creditore è di un effetto immancabile.
Se si tratta di un creditore che vi abbia prestato denaro, voi non avete a far altro che domandargli una somma tre volte più grande di quella che gli dovete.—Le persone che prestano il loro denaro ad un puffista, sono quasi sempre di una ingenuità adorabile!
Vi narrerò un fatterello che forse potrà sembrarvi incredibile. Io doveva, nei primordi della mia carriera puffistica, la miserabile somma di lire duemila ad un dabben usurajo di droghiere, al quale avevo rilasciata una cambiale.
Quattro o cinque giorni prima della scadenza, il buon uomo si recò a trovarmi una mattina colla intenzione di ricordarmi il mio impegno.
—Voi giungete a proposito! mi affrettai a dirgli con voce desolata,—io stava per recarmi da voi onde pregarvi di un piccolo favore. Fra cinque o sei giorni io debbo pagare duemila franchi per una cambiale da me accettata or faranno due mesi in favore di qualcuno... di cui non mi ricordo il nome. Io so di dovere questa somma... ho notato sul mio portafogli lʼepoca della scadenza, ma per quanto io vi abbia pensato, non sono riuscito a sovvenirmi della persona che mi ha dato quel denaro..». Orbene, in seguito ad una grave perdita di giuoco, io mi trovo sprovveduto pel momento.... e vi assicuro che se io non potessi soddisfare al mio impegno per lʼepoca fissa, ne morirei di vergogna!... Figuratevi!... Disonorarmi!... perdere il credito per una miseria di duemila franchi—un par mio!—un cavaliere di onore!... Alle spiccie: potete voi prestarmi cinque o sei mila lire da restituirvi fra una ventina di giorni?
—Ma la cambiale di cui parlate è forse quella che io tengo in mano... e che avete accettato in mio favore or saranno sei mesi...
—Dite davvero?... Possibile!... Ah!... voi mi date la vita!... Ed io che credeva... Ma sicuro!... Vedete se io sono uno smemorato... Siete voi... proprio voi... che mi ha fatto avere quelle due mila lire saranno appunto sei mesi... Non potete credere come io mi senta sollevato da questa notizia!...
Così parlando mi gettai nelle braccia del mio droghiere, e lo baciai in fronte più volte come fosse il mio angelo salvatore.
Dopo molte parole da una parte e dallʼaltra, insistendo io nel chiedergli il nuovo prestito di cinquemila franchi, egli mi usci fuori con questa ingenua domanda: «ma e la cambiale che scade il giorno quindici, siete voi disposto a pagarla»?
—Se sono disposto!—credete voi che se non avessi intenzione di pagarla, ricorrerei alla vostra gentilezza per la somma in questione?... Ma è appunto per far onore alla mia firma, per mostrarmi, quale fui sempre, uomo leale ed esatto, che ora chieggo questo piccolo prestito di cinque mila franchi.