—Scusi, signor padrone; una piccola prominenza non vuol dire ciò che parlando con poco rispetto si chiama il gobbo?

—Alla buon'ora, vedo che cominciamo ad intenderci—dunque….

—La vadi pure, e dorma tranquillo.

Non ebbi il tempo di giungere all'uscio della mia stanza, che una solenne strappata di campanello annunziò una visita.

Gianbarba corse ad aprire—io mi soffermai sul pianerottolo della scala e tesi l'orecchio.

—È in casa il signor Decio? chiede una voce ch'io ho udito altre volte.

—Il signor Decio!—vediamo un poco, risponde Gianbarba—favorisca di voltarsi…. e poi le dirò…. quello che ho l'ordine di dirgli.

—Questa è nuova! esclama l'altro con voce vibrata—ti fa tanta soggezione la mia faccia, che tu non osi?…

—Le dirò, risponde Gianbarba con flemma; gli è che prima di rispondere, io debbo vedere se Lei ha proprio quella tale escrescenza sulla schiena…. ovverossia, parlando con poco rispetto, quella gobba…

—Questa è l'escrescenza!… questa è la gobba! grida l'altro stampando due sonorissimi schiaffi sulle grosse guancie del domestico—e di' al tuo padrone che l'architetto Fagnani…. che l'architetto Fagnani….