__L'Ottavino.__

Lo sciagurato che soccombe all'ottavino non è mai un uomo che goda il perfetto sviluppo delle sue facoltà intellettuali. Egli ha necessariamente il naso appuntito, sposa una donna losca, e muore schiacciato da un omnibus.

L'ottavino è il più fatale di tutti gli istrumenti. Esso esige una coltura ed una conformazione particolare dell'unghia del pollice pei buchi che non devono chiudersi che per metà.

L'ottavinista aggiunge sovente a questa infermità la mania di addomesticare le faine, le tortore ed i porcellini d'India.

__Il Violoncello.__

Per suonare il violoncello bisogna aver le dita lunghe e magre; ma più indispensabile è ancora il portare capelli lunghissimi che voluttuosamente accarezzino il collo grasso del paletot.

Il violoncellista scorgendo in pericolo di incendio la propria moglie ed il proprio violoncello, salverà prima quest'ultimo. Poscia penserà a … lasciar bruciare la moglie.

Parlando del suo strumento, egli lo chiama Violonscello; con ciò non la male ad alcuno, ed egli prova un'estasi voluttuosa.

La sua maggior soddisfazione è quella di far piangere le corde; qualche volta, infatti, egli riesce a far piangere la moglie ed i figli con un regime di sobrietà troppo stretto. Gli avviene anche di far ridere e di far sbadigliare, ma ciò dipende, a suo dire, dagli influssi atmosferici.

Parimente fa esprimere dalle sue corde esaltate tutti i dolori possibili, meno quelli dei suoi uditori e dei suoi creditori.