—Cecilia! tira fuori il libretto!
—C'è forse bisogno del libro per sapere il nome del nostro vicino di casa? Egli si chiama Domenico Scanagatta….
—Diavolo! Scanagatta! che razza di nome…. per un primo tenore….!
—Primo dei primi…. lo ha detto egli stesso, esclama la donna grossa, indispettita dalle risa e dalle maligne esclamazioni dei circostanti.
L'Inglese che ha prestato orecchio a quelle ciarle, consulta l'elenco dei personaggi e degli attori, poi volgendosi a me:—quella signora s'incanna, mi dice—non trovate in lipretto Cane e Gatta, ma Napoleone Moriani.
—Il libretto che voi avete fra le mani porta la data del 1847, quando l'Attila si rappresentava alla Scala.
—Oh! oh! vere! verissime! Tata tel 1847! Mi più niente capite….
Frattanto, uno dei giovani che sta dietro di noi si è preso l'incarico di leggere a voce alta, e di spiegare il melodramma alla comitiva femminina. Ma non appena egli ha declamato i primi versi:
Urli—rapine Stupri, rovine, ecc.
la Cecilia interrompe la lettura esclamando: che razza di parole son queste! Ci capisco io niente, signor Pedrino?…. Mamma: cosa sono gli stupri?