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La lingua indiana possiede, per esprimere la disperazione del dolore, accenti intraducibili. Nasella, separata a viva forza dal suo compagno di infanzia, strillava a tutta gola: glù-glù-'zit-tai-lai glù-zit-las-gù, ciò che potrebbe in qualche maniera spiegarsi colla parafrasi: amami sempre, conservamiti fedele se lo puoi, e scrivimi affrancando. Sperongiallo, avvinto per le gambe da una fune, urlava d'altra parte: glut-glut as-glut, il che presso a poco significa: amerò…. scriverò…. farò quel che potrò. Nei maschi l'espressione del dolore suol essere più laconica. Le femmine, al dire dei più famosi naturalisti, esalano il doppio di quello che sentono.
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Lettera di Nasella a Sperongiallo
Galbiate, 5 dicembre.
Mio dolcissimo,
Finalmente posso scriverti. Questa mia lettera giungerà a te sulle gambe dell'amore. Fido, un bravo, onestissimo cane del dottor Tencalli, si è preso l'incarico di portartela. Egli viene costì ogni notte per isbrigare certe sue peccaminose faccende colla cagna del tuo attuale padrone. Non dubito che avrai indovinato per istinto di amore in qual parte del proprio individuo il nostro prudente messaggiero abbia custodita la lettera, onde sottrarla alla curiosità pubblica ed alle intemperie. Se la violenza della passione che tu, scellerato, hai saputo ispirarmi, non mi rendesse la più infelice delle tacchine, io dovrei convenire che la mia posizione attuale è di gran lunga migliorata. In casa del dottor Tencalli ho incontrato delle accoglienze entusiastiche. Uomini e bestie (non adombrarti) qui tutti mi adorano. Vogliono che io mi nutra sei volte al giorno—e quali vivande! quali ghiottonerie!… Alla mattina, una polta di farina con torsi di cavoli e lattughe cotte…. Alle dieci, lauta imbandigione di melica…. A mezzodì, zuppa di latte…. Che serve?… Se le razioni fossero doppie, non mancherebbe alla mia felicità che il piacere di dividerle teco.—Gli uomini sono la nostra provvidenza quaggiù—benediciamoli in ogni ora del giorno!—Debbo però convenire che anche gli altri animali di casa Tencalli mi amano e mi stimano. Il cane mi usa ogni cortesia, il gatto mi adocchia con benevolezza, e due grassi paperi a me compagni di letto e di mensa, hanno sempre rispettato il mio pudore. Addio, mio adorato Sperongiallo.—Fido vuol partire e accenna, sollevando la coda, che attende la lettera. Scrivimi presto, scrivimi spesso, e amami come ti amo.
__Lettera di Sperongiallo a Nasella__
Oggionno, 7 dicembre.
Caruccia mia,