Sì! noi siamo traditi…. La strage dei nostri è decretata…. Ho appena il tempo di prevenirti…. Se puoi, affrettati…. salta il muro…. riparati all'estero.
I due grossi paperi, che dividevano meco gli innocenti tripudî del pollaio, son caduti stamane sotto il ferro del carnefice. E sai chi è stato il carnefice? Quello stesso che tutte le mattine ci apprestava il cibo e ci colmava di amorevolezze. La famiglia del Tencalli, uomini, donne, fanciulli, assistevano alla strage ridenti e plaudenti. La sorte di quegli sventurati paperi sarà la mia. Il mio supplizio fu differito di alcune ore in grazia di un giovine poeta qui giunto da Milano, il quale intercesse per me. Le sue cordiali e fervide invettive contro la scelleraggine umana disarmarono per poco la sanguinaria ferocia del guattero. Ma il buono e coraggioso poeta non ha egli divorato, oggi stesso, alla mensa dei Tencalli, due auree costolette, le quali, or fanno appena cinque giorni, erano incorporate ad un vitello, unico figlio della più onesta delle vacche?—Te lo ripeto: tutti perfidi e spietati!… Dio!… l'uomo bianco!… il coltello!… dove fuggo?…
__Sperongiallo a Nasella__
17 dicembre.
…..La tua lettera mi trova…. spirante. Ti scrivo col sangue…. Mi unisco a te nell'imprecare alla ipocrisia ed alla ferocia degli uomini…. Iddio ci vendicherà…. Ci rivedremo nella patria degli eletti, laddove tutti, uomini e bestie, diverremo ragionevoli e buoni…. per mancanza di appetito. Ti consoli il pensiero che io muoio grasso come i tenori dell'opera, e posso al pari di questi cantare nell'agonia:
Nasella… io t'amo…. io t'amo…
E ti precedo in ciel!
Ti dedico il mio ultimo si…. ben…. molle….
……Ah!!!…
__Fido a Diana__
28 dicembre.