Febbrajuola accorse, e immemore di sè stessa, si lanciò dentro un vortice di sabbia dove la figlia si andava sprofondando. Ma ogni soccorso era vano. Apriletta era già quasi scomparsa. La sabbia oscillava. Un inesplicabile movimento sotterraneo cospirava ad inghiottire le due sventurate.
—Madre, mia buona madre! gridava Apriletta con voce strozzata; una mano di ferro mi stringe il fianco… Io mi sento morire…
—Noi siamo perdute! rispondeva Febbrajuola fra i singulti della morte; questo vortice è la tana del fiero leone, e io pure mi sento trafitta dal suo mortifero dardo. Addio, mia buona Apriletta! Noi ci rivedremo fra poco nella patria dei beati, ove le nostre anime vivranno immortali!…
Uno sbruffo violento di polvere involse le due formiche. Di là a pochi istanti entrambe si giacquero nelle tenebre, esauste di sangue e di vita.
Il panciuto ragno della caverna, terminato il suo pasto, si assise fra le due pellicole dissanguate, e incrociando le zampe in sull'addome, russò beatamente una giaculatoria. E accingendosi a ricomporre i granelli di sabbia in sugli orli del trabocchetto: Son pure, esclamava, son pure gli stupidi animaluzzi queste formiche! Fanno pietà!… Quale disgrazia… nascere irragionevoli!… E qual debito per noi di render grazie alla provvidenza per averci distinti dagli altri esseri viventi… col lume divino della ragione!
Così parlando, il ragno-leone aveva finito di riassettare il suo agguato e già stava per sprofondarsi nelle viscere della sabbia, allorquando un galletto del Giappone, spiccatosi dal terrazzo, gli fu sopra col becco, e giù per la gola come un granello di melica.
—Cattivo cuore! esclamò una gallinetta sentimentale che sedeva poco lungi.—C'è tanto grano al pollaio… e tu non cessi di incrudelire su questi poveri animaluzzi…. Via, Crestalunga! se è vero che mi vuoi tanto bene… se brami di conservarti il mio amore, cessa dal perseguitare, tormentare e distruggere tante creaturine innocenti.
—Sentimenti che ti onorano! rispose Crestalunga, accarezzando coll'estremo dell'ala la coda della sua innamorata.—Ma… d'altra parte—permetti che io te lo dica—pregiudizii!…. Questi animaletti, privi di ragione come tu sai, e dotati di un'anima tanto inferiore alla nostra…
Ma l'orgoglioso galletto non ebbe tempo di sviluppare il suo sistema filosofico, che d'un tratto si sentì agguantare per l'ala da una mano tenace.
—Vieni qua, la mia bella bestiolina!…. Mi duole proprio di doverti ammazzare… Che vuoi?… Il padrone mi ha dato degli ordini precisi… Zitto! zitto, carino!… ecco!… tutto è finito!…