Il palazzo di un ex-consigliere aulico, che sorgeva di fronte alla mia
casa, zampillava di fuoco….
Nella via non rimanevano che tre sole finestre opache—tre finestre
serrate sdegnosamente dalle griglie….
E quelle tre finestre—obbrobrio e sventura!—rispondevano al mio
appartamento.
* * *
Fuori i lumi! fuori i lumi!! fuori i lumi!!!
Dapprima erano grida—poi divennero ululati—da ultimo furono…. sassate.
Sassate!—Si scagliavano sassate contro le griglie di un libero cittadino, perchè questo libero cittadino in quella prima notte di liberali entusiasmi, si trovava per avventura sprovveduto di candele!
All'indomani, potete immaginare se io mi affrettai a procacciarmi, per qualunque prezzo, delle materie infiammabili.—E siccome nei primi cinque mesi di libertà, ai liberi cittadini di Milano vennero imposte, sotto comminatoria di lapidazione o di saccheggio, non meno di sessanta luminarie; così io—per queste dimostrazioni spontanee di liberalismo—venni a consumare circa sessanta pacchi di steariche e ad aggravare le mie passività economiche di un debito complessivo di oltre lire cento.
* * *
Non importa—dissi al droghiere, riponendo la nota nel
portafogli—siamo liberi….