Giove e gli altri Numi (dall’alto di una nuvola).

Hai già toccata la quarantina,
Pentiti, pentiti, vecchia regina...
Coi militari non darti impaccio,
Ai preti, ai frati gettati in braccio...

Did. (svegliandosi). Dove sono?.... Che è stato? Voi... Prefetto! Voi.... Questore! Lasciatemi! Ho bisogno di rimaner sola. (al Prefetto, consegnandogli alcuni biglietti da cento) Vi prego di mandare questo mio piccolo tributo alla Società della Propaganda per l’obolo. (al Questore) Incaricatevi voi di far celebrare domani un uffizio funebre a suffragio dell’augusto defunto che divise per tanti anni il suo scettro con me. Ed ora, allontanatevi!...

(Tutti se ne vanno).

Didone.

Sono io ben sola?... Sì! che altro mi resta?
Morir! L’ultima è questa
Gioia feral dai Numi inesorati
Concessa a noi.

(levando dalla borsa una scatoletta di fiammiferi)

Pegni di infausto amore,

Mostrüosi sterpi in cui si cela
L’ignea favilla che di tanti incendii
Fu prodiga alla terra, oh! siate voi
Di mia morte ministri!...

Esci dal legno