—Obbligatissimo alle vostre grazie, colendissima signora marchesa...

Don Cecilio Speranza avea già fatto mezza dozzina di profondissimi inchini. Appena la fanticella rientrò nella sala per versargli la cioccolata, il reverendo si assise, tolse dalla guantiera un biscottino, e immergendolo devotamente nella bevanda profumata, prese a parlare di tal guisa:

—Non è il caso, o il solo piacere di farvi una visita, che oggi mi ha condotto da voi, colendissima signora marchesa... Io debbo parlarvi di un’ affare assai grave, debbo svelarvi un segreto, dal quale dipende il decoro della vostra casa, l’avvenire della vostra famiglia, l’onore, la pace, la tranquillità della vostra amabilissima figliuola in questo mondo, e la sua salute eterna nell’altro... Siete voi ben sicura che nessuno possa spiare le nostre parole?..

La marchesa suonò il campanello.

Clementina ricomparve.

—Bada che nessuno deve entrare in questa sala, nè tampoco avvicinarsi alle porte, disse la marchesa alla cameriera in tono solenne. Io debbo conferire col signor don Cecilio di affari molto importanti...

La cameriera fece un inchino, girò intorno uno sguardo scrutatore, uscì dalla sala, fece traballare l’anticamera con quattro salti rumorosi, poi leggiera, leggiera, sulla punta de’ piedi, tornò presso la porta, e pose l’orecchio al buco della serratura.

Don Cecilio Speranza, con voce pecorina riprese a parlare:

—Voi non ignorate, signora marchesa, quanto amore io porti alla vostra nobile e generosa famiglia, quanto mi stia a cuore il vostro decoro, e qual sentimento di predilezione paterna mi leghi a quella cara e buona fanciulla che è la marchesina Virginia. Io l’ho battezzata, io l’ho iniziata alla prima comunione, l’ho diretta fino dai primi anni co’ miei consigli, colle mie esortazioni, sia in casa, sia nel sacro tribunale di penitenza... La vostra Virginia mi ha sempre ascoltato... mi ha sempre obbedito... Grazie agli aiuti della divina provvidenza, ella è cresciuta nel santo timor di Dio... In una parola, ella è degna figlia di una madre, che noi abbiamo sempre citata come modello di tutte le virtù.