—Voi.... alle acque! disse Amelia sbadatamente—e i suoi grandi occhi vellutati passarono in rassegna tutta la comitiva.
—Ah! non è più il caso di dire alle acque, dacchè il sole della vostra bellezza....
—Così presto!.... Rimettetevi al pianoforte, signor Narciso—ai vostri nuovi calembours preferisco ancora la vostra vecchia polka!
Era una impertinenza proferita col miglior garbo—e il mio lion rispose con un sorrisetto di beatitudine che rivelava tutta la sua fatuità.
La signora Amelia, come la più parte dei bagnanti, era venuta a Trescorre con una lettera commendatizia pel medico dello stabilimento—una lettera, che accusava tutti quei sintomi di perfetta salute i quali, sommati insieme, costituiscono la grave malattia del regime alla moda, il pretesto per recarsi alle acque.
Ditemi che l'arte medica non serve a nulla!—Il dottore dello stabilimento, appena entrato nella sala, si incaricò spontaneamente delle presentazioni, mormorando all'orecchio della signora tutti quei particolari della cronaca locale per cui ella potesse rendersi conto della situazione, e prendere risolutamente la sua parte.—Di tal modo si stringono le relazioni, si annodano le amicizie e gli amori—si creano e si sviluppano quei giocondi pettegolezzi, quei deliziosi scandoletti, che fanno tanto bene alla salute dei bagnanti, e mettono in credito le.... acque!
Il dottore era uno de' miei mille e trecento amici, ed io dovetti a questa circostanza che egli mi dipingesse alla signora con tinte piuttosto favorevoli.
Fatto è che dopo averla intrattenuta pochi minuti sul conto mio, quel buon dottore mi si fece incontro per annunziarmi che la signora gli aveva espresso il desiderio che io le fossi presentato.
Mi lasciai condurre—ci ricambiammo le solite frasi, il formulario di tutte le presentazioni—ma il fremito della mia voce, il fuoco che traluceva dalla mia timidezza, dicevano più assai delle parole.