Amici!—sì, lo eravamo dopo poche ore—e forse lo siamo ancora al momento in cui sto scrivendo queste linee, sebbene Edmondo da alcuni mesi mi abbia levato il saluto. E se mai avessimo un giorno ad incontrarci, od egli potesse penetrare le misteriose ragioni del nostro distacco... Allora...! Ma pel bene di... tutti, è necessario che ciò non avvenga.

XVII.

Un passo dopo l'altro, ci eravamo discostati circa tre miglia dello Stabilimento, seguendo una stradicciuola abbastanza seducente per due dilettanti di paesaggio quali noi eravamo—una stradicciuola piena di sassi e di perfidie.

—È tempo di rientrare! esclamò Edmondo vivamente. Le donne hanno ragione.... Qualche volta noi altri mariti commettiamo, senza avvedercene, dei tratti così poco galanti, delle scortesie... La mia povera Amelia sarà là ad aspettarmi... Ella avrà a dirmi cento cose... delle corbellerie... vorrà narrarmi i piccoli scandali della stagione.... vorrà sapere le cento bagatelle della nostra Milano... Le avevo promesso di tornare così tosto!... Ed ecco... sentite?.... battono le ore... Undici ore! Affrettiamoci un poco... Quella povera Amelia!.... Mi par di sentirla.... quando io sarò rientrato da lei... E questa volta io sarò costretto a subire la mia lezione senza dir verbo, come un discolo di fanciullo che ha mancato alla scuola!

Al nome di Amelia, io provai quel medesimo brivido che poche ore prima mi avea sorpreso allorquando l'Angiolina era entrata nella stanza della sua padrona per annunziare l'arrivo di Edmondo. La donna che io aveva amata, od almeno desiderata e corteggiata per quindici giorni—la donna che già tanto mi aveva concesso, e alla quale, senza scrupolo e senza rimorso, io aveva predicata la infedeltà coniugale come un diritto di rappresaglia—quell'Amelia che io aveva istigata alla colpa, che all'indomani, data una occasione favorevole, perseguitata da nuove insistenze, avrebbe forse ceduto... Or bene: da due ore essa era la moglie di un uomo che io non poteva a meno di apprezzare, di un uomo probo e leale, che mi aveva profferto la sua amicizia, a cui io dall'interno del mio cuore avea risposto col nome di amico!

Rimasi paralizzato. Le parole mi vennero meno. Edmondo, senza avvedersi del mio turbamento, proseguiva coll'usata spigliatezza:

—Presto! vediamo di accelerare il passo per quanto ce lo permettono i ciottoli della via.... Non troppo! non c'è ragione che io vi esponga a slogarvi una tibia... perchè io giunga più presto a far le mie scuse a madama.... Per riparare ai miei torti... vediamo!... occupiamoci un poco di lei... Non mi avete detto nulla delle vostre passeggiate... delle vostre escursioni alla campagna.... Dite la verità: qualche volta vi sarete annoiato.... Una donna, come la mia Amelia, non è sempre una compagnia divertente..... Non tutti sono disposti a intrattenersi di quei nonnulla che ronzano eternamente nella sua testolina.... Ella non manca di un certo spirito... di un certo talento.... ma l'educazione che si dà alle nostre donne... Come si fa? Noi altri giungiamo troppo tardi per dare alle nostre mogli un indirizzo più ragionevole... E dall'altra parte, che volete?... nella donna io amo tutto quello che caratterizza il sesso... Le frivolezze, le bugiuzze, quei piccoli errori, quei capricci dello spirito hanno anche essi il loro lato seducente. È poi tanto buona, tanto onesta, quella mia creatura... Vuol essere corteggiata... vorrebbe avere intorno una corona di adoratori—sapete perchè?—anche questo è un capriccio abbastanza piccante. Perchè mia moglie non si tiene paga di sapersi amata—ed io l'amo con tutto il mio cuore: ella pretenderebbe che io fossi geloso.... che io dessi nelle smanie..... che io mi battessi ogni giorno con alcuno di questi rivali imaginari.... Adorabile, non è vero?—Ma qualche volta, ve lo confesso—ciò mi disturba e mi impazienta.... Ella mi vuol troppo bene, la mia povera Amelia.—Vorrei che mi amasse più ragionevolmente... Come l'amo io, per esempio. Io la ritengo onesta a tutta prova, incapace di un pensiero riprovevole.... Ebbene: come si fa ad essere gelosi?... Pure, di tempo in tempo, conviene giuocare qualche farsetta... tanto per secondarla. Oggi, per esempio, arrivai inaspettatamente da Milano..... come un geloso che sospetti, che voglia sorprendere.... Non potete figurarvi quanto ella gusti tali scene..... Ella non crederebbe al mio amore, ella forse cesserebbe di amarmi, se tratto tratto non le fornissi queste prove di diffidenza, se non la sollecitassi con queste farse da Otello!... Tutte le sue lettere sono piene di misteriosi adoratori, di reticenze allarmanti.... Appena giunti a Trescorre, mi scrisse di voi... volle farmi supporre che qualche altro la perseguitasse di omaggi e di profferte amorose... Che volete? io rido... Qualche volta fingo di adombrarmi.... più spesso mi sforzo di convincerla che il vero affetto non può basarsi che sulla reciproca stima, sulla fede più illuminata.... Che fare? Oggimai dispero di convertirla... E d'altronde, poichè queste sue velleità non dipendono, in ultima analisi, che da un falso concetto dei sentimenti umani.... lasciamo correre e tolleriamo... Io so di essere amato e ciò mi basta.... E guai per me se dovesse cessare una tale convinzione, che è la gioia segreta, che è l'orgoglio della mia esistenza.... Amelia non comprende i miei gusti per le lettere e per le arti—ma ella è artista sublime nelle ricercatezze della sua toeletta, nelle cure che ella prende per farsi bella ed amirabile. Questo talento delle mogli costa un po' caro... Non importa... Io lo comprendo e lo apprezzo. Quando Amelia si mette un abito nuovo, quando ella si abbellisce di nuovi adornamenti, io sento che ella vuol dirmi:—Edmondo smetti i tuoi libri... la tua tavolozza... e vedi un poco se non hai torto di perdere tante ore a vagheggiare l'idealismo, mentre io ti offro una realtà le mille volte più incantevole!.... Ma io mi trattengo in un argomento che per voi non può avere interesse.... Perdonate ad un marito, che non ha cessato di essere amante... Frattanto abbiamo rifatto il nostro cammino... Se la mia compagnia non vi tedia, se amate passeggiare di buon mattino, io verrò domani a svegliarvi... Faremo una gita lunga... sbozzeremo de' paesaggi, e parleremo di tutto. Ebbene? convenuto?

—Convenuto!

—Badate che io mi sveglio di buon'ora... Verso le cinque io busserò alla porta della vostra camera.

—Ed io vi prometto che alle cinque sarò in piedi... ad aspettarvi.