Ma l'amore è più scaltro, più maligno dell'odio. Questa volta la fantasia del contino ebbe un lampo di ispirazione. Scoperta la breccia, e concepito il piano d'attacco... egli scelse i due preti per alleati.
Io credo che il lettore non abbia d'uopo d'altre spiegazioni... Ripigliamo il dialogo interrotto.
—Dunque, signor contino; questo difetto?...
—Per carità, don Domenico, non mi fate parlare...! Temo aver già detto di troppo... Non dimentichiamo che Lodovico è alla vigilia delle nozze... Poichè finora il difetto è rimasto occulto... lasciamo correre l'acqua al suo mulino.... ed usiamo prudenza... I maligni credono che io mi abbia in uggia quel bravo giovine, perchè madamigella Virginia ebbe il capriccio di accordargli una preferenza che io non ho mai desiderata.... nè sollecitata.... Egli mi ha salvato da un abisso, ed io gliene son grato di cuore. Che altro infatti è il matrimonio se non un abisso coperto di fiori, ove l'uomo precipita inavvedutamente... e per sempre?
—Signor contino... voi sapete con chi avete a fare... Noi siamo avvezzi a serbare scrupolosamente il segreto in casi ben più gravi che non quello di cui ora si tratti... Questo difetto del signor cavaliere Lodovico non sarà di tal natura da portargli pregiudizio, ove fosse divulgato. A quanto pare si tratta di una imperfezione fisica, che certo non è molto rilevante, s'egli ha potuto nasconderla fino ad ora.
—Ah! gli abiti ne celano molte delle magagne!... e delle mostruosità. Se le fanciulle, prima di scegliersi un marito, potessero penetrare collo sguardo il fitto velame degli abiti, sono d'avviso che più tardi non avrebbero luogo tante delusioni, tanti scandali coniugali, tanti divorzi! Io vi giuro, signor don Domenico, che se alcuno susurrasse all'orecchio della marchesina il segreto che io solo conosco, queste nozze andrebbero in fumo, e il mio povero amico dovrebbe allontanarsi da L... come ebbe già ad allontanarsi da Pavia...
—Il caso è molto più grave che io non avrei immaginato, disse don Domenico fiutando una enorme presa di tabacco.
—Gli è un caso di coscienza! soggiunge gravemente don Cecilio Speranza. Perdonate s'io mi permetto di farvi un po' di morale, signor contino; ma io credo che nella vostra qualità di uomo d'onore, nella vostra qualità di amico della marchesa, voi siate in obbligo di impedire gli scandali, di salvare una povera innocente creatura dall'abisso in cui sta per cadere, di impedire una unione fatale...
—Vi confesso che qualche volta mi è passato per la mente uno scrupolo di tal genere.... disse il contino Tiburzio, coll'accento della più viva compunzione.... Povera marchesina! sì ingenua! Sì bella....! Sì buona! Vi giuro che io ne sento pietà.