Franz uscì dalla grotta per sottrarsi alla vista ed alle esalazioni del cappone tentatore.

Joseph gli tenne dietro.

—Tu mi vedrai morire! gli disse l'altro con voce già fioca e rantolosa.—E forse egli contava sui buoni istinti del suo compagno di emigrazione, e sperava intenerirlo.

—Morire! esclamò Joseph—ma sai tu che faresti un cattivo affare! No... un negoziante par tuo non sarà mai per commettere un tale sproposito! Non vedi tu, che morire significa perdere i cinquantamila franchi e con essi la vita?

Franz si avviò barcollando alla grotta, si raccolse nel cappotto, e si sdraiò sul terreno-Joseph gli tenne dietro per sorvegliare le sue merci.

Per tutta la giornata Franz non si mosse—tratto tratto egli esalava qualche gemito affannoso che voleva imitare il rantolo della morte.

Pur troppo, il cuore d'Joseph era pietrificato dal calcolo. In sul far della sera, dopo essersi divorata con infernale compiacenza una bella coscia di cappone, egli fece l'atto di riporre nel sacco le sue mercanzie...

—Ferma! gridò Franz, balzando in piedi e stendendo le braccia, che in quel momento somigliavano alle zampe della pantera affamata.. Sei tu ancora disposto a vendermi quella roba per cinquantamila franchi?

—Mercato concluso! rispose Joseph.

—Eccoti il portafogli—a me il cappone e la pagnotta....!