CAPITOLO VI

La calunnia.

Scorsa una settimana, in sul sagrato della chiesa, il contino Tiburzio, incontrando ii molto reverendo sacerdote don Cecilio Speranza, ebbe con lui il seguente dialogo:

—Sapete voi, don Cecilio, che è proprio un caso da rimanerne trasecolati?

—Io non ho la fortuna di comprendervi, signor conte!

—Voglio alludere alla istoria del povero Lodovico.... all'affare della coda....

—Ebbene? vi par strano che la signora Virginia abbia ricusato di sposare un mostro, un animale di genere neutro.... un essere intermedio fra l'uomo e la bestia?

—Non è il rifiuto di Virginia che mi sorprende, colendissimo e reverendissimo signor curato.... Ciò che mi reca meraviglia è il sapere che Lodovico abbia realmente una coda...

—Che? non eravate voi sicuro prima d'ora?....

—Io vi giuro, signor don Cecilio, che quando vi ho narrato quella sciagurata istoria della coda, io aveva intenzione di celiare.... di fare una burla innocente.... Non ho dunque ragione di sorprendermi in veder realizzato un fenomeno, che io non credeva esistesse fuorchè nella mia imaginazione?