—Diecimila lire per un quarto di pagnotta e quaranta mila lire per una coscia di pollo-totale: lire cinquantamila.
—No... usuraio!... no, assassino! gridò Joseph dal suo covo.
—Joseph! in commercio si fanno dei prezzi e delle transazioni... ma io ti ho insegnato, col mio esempio, a risparmiare le ingiurie.—Calmati—rifletti—io ti do tempo fino a domani.
Joseph non disse più parola, e si accovacciò come un leone in febbre.
Verso mezzanotte, Franz uscì dalla grotta per le sue esplorazioni. Tese l'orecchio.... Gli parve udire fra le tenebre dei suoni indistinti... La massa della neve tratto tratto oscillava...
—Ohimè! gli zappatori si avvicinano.... Io sono perduto!...
Rientrò affannato nella grotta... Poche ore gli rimanevano per ricuperare il suo capitale...
Accese un moccolo—trasse dalla valigia i commestibili, e, schieratili in bella mostra sovra un macigno, si pose a mangiare...
Joseph si levò... I suoi occhi, tutti i suoi sensi parvero affascinati... Egli afferrò con una mano la coscia del cappone, coll'altra mano gettò il portafogli ai piedi di Franz. Fu una scena muta—un vero quadro coreografico della grande epoca Catte-Ghedini.