—Ebbene: ecco appunto la circostanza sfavorevole—proseguì Paganini battendo sulla spalla del povero Franz.—Un'altra volta, quando vorrai comunicare al tuo violino l'anima, il fuoco, la passione, la vivacità che io possiedo, fa che le tue corde sieno composte di fibra italiana.
E aggiunse sottovoce: «E fa anche di procacciarti, se lo puoi, un'anima da italiano».
La Tromba di Rubly
Ogni giorno la cronaca dei giornali registra un suicidio per amore.
Eppure: sentiteli un po', questi imberbi filosofi dello scetticismo! Interrogatele, queste larve nuotanti nella seta e nei pizzi, queste mummie intonacate di cosmetico che si chiamano le donne del gran mondo!
Vi diranno che l'amore è una metafora da poeti, un mito ingegnoso e gentile, con che si piacquero gli idealisti raffigurare l'attrazione fisica dei due sessi.
E frattanto, i figli della ignobile plebe amano e si uccidono—e mentre una bella fanciulla del popolo, irradiata di innocenza e di giovinezza tacitamente e coll'estasi in volto, dà il fuoco ai carboni che devono addormentarla per sempre; un colpo di pistola annunzia la fine di un appassionato artista, di un povero operaio, di un bersagliere animoso, i quali lasciarono scritto col loro sangue queste due sante parole: ho amato!