Mentre noi parlavamo, il giovine, colla sua pallida compagna, si era posto a sedere in un angolo della sala.

Si tenevano allacciati per le mani con ingenua famigliarità, come due fanciulli—si parlavano cogli sguardi.... coi sorrisi.... come non è dato parlarsi colla voce—Ma i sorrisi erano brevi, e spegnendosi, non lasciavano traccia, o solo una traccia di dolore.

La campanella invitava i viaggiatori a salire nel convoglio; tutti si precipitarono verso la porta. Io feci come gli altri—e, lasciando dietro me quei due simpatici personaggi che tanto mi avevano interessato, andai in cerca del mio vagone di seconda classe.

Sbadatamente entrai in uno di quei compartimenti dove non è permesso fumare, e già io muoveva per uscirne, quando mi si affacciarono i due giovani sposi che accennavano di voler salire.

—Qui dentro non si fuma? domandò languidamente la donna.

—No, Maria! E poi.... non c'è che un solo viaggiatore... e tu potrai adagiarti comodamente.

In luogo di discendere, io mi ritirai verso l'estremità della carrozza—i due sposi vennero a collocarsi sulla panchetta che stava di fronte alla mia, e, come se nessuno fosse là ad osservarli, la giovane donna abbandonò la sua pallida testa sulla spalla del marito, e questi la attirò a sè dolcemente, accarezzando i bruni capelli e baciando la pallida fronte.

—Ciò le farà bene—mi disse—vedrete ch'ella dormirà tosto.

E mi parlava come se io lo conoscessi da un pezzo, come se io, consapevole d'ogni sua disavventura e partecipe de' suoi dolori, avessi a ritrarre qualche conforto dalle sue parole.