»Ma grazie alle invettive del Parini ed al ravvedimento dei popoli, i cantanti si trovano oggi in migliori condizioni; essi possono senza vergogna presentarsi nei campi di Imeneo, ed in quello hanno già date sì luminose prove di valore, che nelle città, nelle borgate, nei villaggi, dovunque infine passarono, lasciarono traccie gloriose, e riportarono onorevoli diplomi dalle dame, damine e damaccie che vollero assecondarne gli sforzi generosi. Oh, quante istorielle leggiadre, quanti bizzarri aneddoti mi si affollano alla mente che volentieri vi narrerei se non mi frenasse il soverchio pudore! (segni di impazienza e di mal umore). Il mondo si prostri con venerazione a voi dinanzi, ed i secoli avvenire registrino a cifre d'oro i vostri nomi, o magnanime donne, che, dopo aver resistito alla magnetica attrazione dei marenghi, al fascino dei nomi gloriosi, alle eloquenti proteste di spasimanti adoratori, vi lasciaste finalmente sedurre da un gruppetto, da un trillo, da una ben vibrata appoggiatura! Voi non ignoravate come il canto e l'amore sulla terra nascessero gemelli, e come la sonorità della voce e il grande sviluppo della laringe sieno eccellente indizio di altre qualità organiche troppo desiderabili, troppo preziose in giovine marito. (Sensazione).

»Mi giovi, o Svizzeri, la vostra istessa esperienza. Avete mai osservato come, nel regno degli animali, quelli sieno più inclinati all'amore che più veemente sortirono lo istinto del canto?—L'usignuolo è il più fedele e il più romantico degli innamorati. Il merlo ed il passero solitario sono dai naturalisti citati come modelli di fedeltà coniugale; il gallo, che nè la notte nè il giorno si ristà dal cantare, è un tipo di galanteria e di operosità e d'altre virtù che ogni moglie desidererebbe nel proprio marito. E tu, sventuratissimo tra i quadrupedi, a cui la malvagità ha tolto insieme la libertà e l'onore, tu sì crudelmente compensato de' tuoi generosi sacrifizi, orecchiuto abitatore dei presepi: con quale potenza di note non assordi le campagne e le valli, allorquando il sole di maggio, scaldandoti le reni, ti sprona alle dolcezze dell'imeneo! (Interruzioni). Perdonatemi se io m'appello ad un animale.... tanto scaduto nella opinione pubblica; l'esempio non può venirmi più acconcio, perocchè nessun quadrupede spieghi una voce più sonora e più bella, ed al tempo istesso dimostri maggior vigoria nei trasporti della passione.

»Queste osservazioni che a prima giunta possono sembrare puerili non cessano di rappresentare altrettante verità indiscutibili. Epperò io leggo nelle istorie, i cantanti aver sempre ottenuto di preferenza i favori del bel sesso; nè Elena avrebbe sì di leggieri abbandonata la casa di Menelao per seguire il mal capitato Trojano, se questi col suono della chitarra e con una canzonetta in re minore non l'avesse affascinata. E, senza ricorrere ai tempi favolosi, vi ricordi quel Davide Rizio, che venuto alla corte della sventurata Stuarda, a forza di cavatine giunse ad ottenerne i favori più intimi. Il troppo avventuroso cantore..... moriva assassinato; ma non mancarono nei secoli successivi, e forse anche ai tempi nostri non mancano altri Rizii, che incontrarono uguali fortune e men tragico fine.

»Le quali cose considerando da una parte, e vedendo dall'altra l'orrore, che molte fanciulle manifestano, alla idea di sposare un cantante; e ricordandomi che io mi trovo in un oscuro villaggio della Svizzera, sono costretto a sclamare: dove diavolo è venuta a cacciarsi l'aristocrazia! Io riderei, o fanciulle, della vostra vanità, se non mi assalisse in pari tempo la compassione del triste avvenire, che vi è riserbato. Se con tanto disprezzo rifiutate la mano di chi potrebbe farvi felici; quale sarà di grazia il mortale privilegiato a cui accorderete un tanto favore?

»Un banchiere?—Che nei momenti consacrati alle estasi voluttuose vi sussurrerà all'orecchio la regola del tre, e mentre crederete deliziarlo coi trasporti del vostro amore, penserà al rialzo o al ribasso dei fondi pubblici? (Indignazione).

»Un medico?—Che divenuto materialista a forza di studii anatomici e fisiologici, porterà sul talamo nuziale la gravità e la circospezione di chi si accinge ad una operazione chirurgica? (Ribrezzo).

»Un avvocato?—Che vi assorderà di prediche, di chiacchiere, di citazioni, di frammenti d'eloquenza nel momento in cui voi vi attenderete il linguaggio poetico dell'amore?

»Un poeta?—(Rumori diversi, ilarità). Dio ve ne guardi! I poeti sfogano il loro sentimento nelle elegie e nei sonetti: snervati dai lunghi delirii della imaginazione, non serbano alla moglie che tosse e sbadigli.

»A meno che non vogliate discendere nella classe dei pizzicagnoli, dei droghieri, dei fornai, dei parrucchieri.....

»Ma i vostri desiderii non si curvano a sì bassa genìa. Il cuore di una fanciulla, che di poco abbia varcato i cinque lustri, è caldo di sentimento e di poesia. Esso rifugge dal lardo e dalle spezierie; ma gli è tutto olezzante di profumi, colorito di rose, vaporoso e splendente; tende a sollevarsi fra le nubi ed il sole.