—Qualcuno di loro signori... saprebbe di grazia indicarmi con precisione quale sia l'augusto mortale a cui si competa il nome ed il titolo di re Piperio?
—Io sono quel desso—risponde Piperio, avanzandosi d'altri tre passi.
—No! no! non è possibile! tradimento! tradimento! ruggisce il re di Citrulia, arretrando fino al fondo della sala. Si chiami il mio ambasciatore. Egli solo potrà smentire l'inganno, se è vero che qui inganno ci sia. Che se poi la menzogna, il tradimento fosse opera di lui, se egli avesse esagerato ne' suoi dispacci, se io dovessi nel più mingherlino e spuntato dei nasi riconoscere il naso di re Piperio; in tal caso... (io qui lo giuro per la mia e per la sacra barba di mia moglie) la testa di quel fellone si vedrà rotolare all'istante su questi tappeti.
Un cupo mormorio si sollevò dalla sala, non appena Cucurbio ebbe finito di parlare. Pareva a tutti di trovarsi in presenza di uno di quei prologhi misteriosi e fatali da cui si sviluppano le più sanguinose tragedie.
I seguaci di re Cucurbio stringevano le else... La regina Sabetta, in un crocchio di dame e di damigelle, esprimeva i più strani commenti:
—Che quel naso sia rientrato per effetto di una commozione troppo viva?... Ho inteso dire che un tale fenomeno si è spesso avverato...!
—In verità, rispondevano le dame, dopo tanta aspettazione... e in confronto degli altri... quel nasuccio fa proprio compassione a guardarlo.
Frattanto, trascinato da due dragomani, lo sciagurato ambasciatore del re di Citrulia, l'autore del fatale telegramma, col volto livido e abbattuto giungeva nel mezzo della sala.
—A te!—grida Cucurbio con voce stonata; leva la fronte, gira gli occhi d'intorno, e poi fa di additarmi quale sia fra tanti nasi il vero re dei Panami.
L'ambasciatore si levò tutto tremante, e, accostandosi col debito rispetto a re Piperio, gli toccò leggermente la pantofola coll'indice.