Ifigenia si è riavuta dallo svenimento. La voce di un amante è il miglior farmaco per le fanciulle svenute. Eugenio si arresta.. trepidante... confuso. Egli si vergogna di dover rappresentare nella commedia un falso personaggio. Il generoso soldato di Montebello, di Palestro e di Solferino arrossisce di simulare coraggio in un pericolo immaginario.
Per togliere l'amico da una situazione imbarazzante, io dirigo al signor Lanfranconi le seguenti parole: — Voi l'avete abbracciato il bravo, il degno cittadino, il valoroso soldato che mai non mancò all'appello della patria. La reazione, la congiura dell'ex-poliziotto, gli spari che poco dianzi avete uditi, non furono che stratagemmi da me immaginati per riuscire ad un utile scopo. Dove sono in questo momento i Nebbia ed i Trigambi, cui volevate affidare la vostra unica figliuola? Lo sparo d'un girasole bastò a metterli in fuga. Eugenio e i giovani della sua tempra, ecco a cui dovete, o signore, e l'affetto e la stima. Ifigenia non avrà a temere di nulla, quand'ella sia la moglie d'un generoso, pronto a difenderla nell'ora del pericolo col sacrifizio della propria vita. Eugenio s'è battuto nel 48, Eugenio riprese le armi nel 59, Eugenio questa sera istessa, ove la vostra casa fosse davvero minacciata, affronterebbe nuovi pericoli. Ciò che poco dianzi prometteste al signor Nebbia ed al Trigambi in premio del loro coraggio, non lo merita forse l'eroe di Solferino, che può mostrarvi la cicatrice d'una ferita onorevole? —
Il signor Lanfranconi rimane alquanto perplesso. — Voi mi avete giocato un brutto tiro, — esclama egli, — pure non sono malcontento d'aver aperto gli occhi... su certe verità... Basta! scommetto che lord Palmerston e lord Russel... non sono del tutto estranei a questa vostra congiura...
— Lord Palmerston e lord Russel, Gorciacoff e Valeschi, attendono in questo momento un mio dispaccio che loro annunzii: «Il signor Lanfranconi si è liberato dai dottrinari e dagli esaltati, ed ha stretto alleanza coi veri patrioti.»
— Mandate tosto il dispaccio. E se mia figlia è tuttora disposta a sposare... l'eroe di Solferino...
— Ma non vedete che Ifigenia gli ha già stretta la mano, e mostra di intendersela con lui a meraviglia...?
— Figliuoli, — dice con solennità il Lanfranconi, avvicinandosi ad Eugenio ed alla figliuola. — Cedendo alle istanze delle potenze straniere, e mosso altresì da gravi ragioni politiche note a me solamente, benedico al vostro imeneo.
— Eugenio! — esclama Ifigenia, — mio diletto Eugenio! io ti ho sempre amato... ma il giorno in cui ti seppi ferito per la difesa della patria, cominciai ad adorarti...
— Amici, io vi lascio all'ebrezza de' vostri piaceri. Signor Lanfranconi, corro a spedire il dispaccio... a lord Russel, che s'incaricherà di comunicarlo a tutte le corti d'Europa...
— E voi credete che le corti d'Europa ammireranno la mia condotta?