Che cos'è, mi disse, questa donna Mariantonia... brutta bestia di bastardaccia... Così si parla alla padrona, eh? O credi tu ch'io sia qualche lazzara o figliuola di lazzara, quale sei tu, che tu mi chiami per nome?...
E vedendomi così brancolare un momento, dopo il ceffone:
To', guarda brutta sciancata! Sì davvero ch'io ho fatta la bella scelta!... brutta fetente...
E mi diede un secondo ceffone, dal quale mi convenne stramazzare.
Io feci un grande sforzo per rilevarmi, nè piansi, perchè non v'era più lacrime. Ma traendo un profondo sospiro dal petto già troppo presto stanco di soffrire:
Ora mi dica ella medesima come le ho a dire, risposi, ed io così le dirò.
Voltati! disse la donna alquanto più rimessa: padrona, signora... coteste le son cose che nè anche si domandano.
Io le diedi di signora; e così ebbi ordine di farmi dalla cucina, e continuando per le due camere, spazzassi ben bene anche le quattordici scale, e i quattordici pianerottoli, e la piccola corte giù all'uscio da via, e cacciassi e ammucchiassi l'immondizia sulla strada; acciocchè il signorino e i signorini (erano il cuoco e gli studenti), tornando a desinare, trovassero tutto netto e pulito.
Poscia ch'io ebbi eseguito l'ordine della signora, ella mi disse che l'acqua che s'attingeva dal pozzo era troppo sudicia, che però era mestieri ch'io andassi per essa alla vicina fonte Capuana, accosto, come sapete, all'antico Castel Capuano. E mostrandomi due secchioni ch'erano presso al pozzo in cucina:
Togli quei due secchioni, mi disse, e vanne con essi alla fonte a empirli d'acqua; e tornando li verserai in quella prima conca; e così adagino adagino, riandando e ritornando, ne compirai tutt'e tre quelle conche; che non meno d'acqua ci bisogna qui per tanti che siamo. Io sono nata pulita e pulita voglio morire. Starei sempre nell'acqua come i pesci.